Tamponi rapidi fai-da-te, uso improprio della quarantena in soggetti a rischio
Con i tamponi rapidi fai-da-te negativi i soggetti a rischio gestiscono in mondo sbagliato la quarantena. Lo studio di Jama
Chi fa uso dei kit di auto-test rapidi per il Covid rischia di interpretare erroneamente le regole sulla quarantena e gestirla in modo inappropriato soprattutto con esito negativo ma in situazioni di maggiore rischio cioè con sintomi o dopo contatto stretto con un caso Covid. Lo ha messo in evidenza uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine.
Istruzioni all'uso autorizzate ma non testate
Lo studio fa riferimento alle indicazioni della Food and Drug Administration statunitense che ha dato la priorità ai test domiciliari per SARS-CoV-2 per individui con o senza sintomi, rilasciando autorizzazioni per 11 kit di autotest domiciliari rapidi (a dicembre 2021). I ricercatori hanno condotto lo studio clinico randomizzato su 360 adulti a cui sono state fornite "istruzioni autorizzate" della FDA, "istruzioni di intervento" sviluppate e pre-testate dai ricercatori e basate su principi di ricerca sulle decisioni comportamentali, o nessuna istruzione nel gruppo di controllo. È loro stato chiesto di interpretare i risultati di uno dei quattro possibili scenari, tre dei quali erano considerati ad alto rischio di infezione: avere sintomi tipici di COVID-19 e recente stretto contatto con un individuo infetto da COVID-19; nessun sintomo di COVID-19 e contatti ravvicinati recenti; sintomi COVID-19 e nessun contatto ravvicinato. E uno a basso rischio cioè nessun sintomo e nessun contatto recente.
Quarantena a rischio con esito negativo
I ricercatori hanno scoperto che a seguito di un risultato positivo del test, la stragrande maggioranza dei partecipanti ha affermato in modo appropriato che avrebbe seguito le raccomandazioni sulla quarantena del CDC, indipendentemente dalle istruzioni che avevano ricevuto. Ma con un risultato negativo del test negli scenari ad alto rischio, una parte sostanziale dei partecipanti ha affermato che non si sarebbe messa in quarantena in modo appropriato (come raccomandato dal CDC) con le istruzioni autorizzate. Nello scenario di rischio più elevato (sintomi e contatti ravvicinati), ad esempio, la percentuale di mancata quarantena inappropriata era maggiore con le istruzioni autorizzate (36%) che con l'intervento (4%) o senza istruzioni (21%). Nello scenario a basso rischio, anche la percentuale che sceglieva la quarantena non necessaria era maggiore con le istruzioni autorizzate (31%) rispetto all'intervento (22%) o al gruppo di controllo (10%). In tutti i gruppi in tutti gli scenari, la percentuale di risposte errate era più alta con le istruzioni autorizzate, anche più alta che senza istruzioni.
Progettare e testare le istruzioni per l'uso dei self-test
I ricercatori ricordano che i test domestici per il Covid-19 sono meno sensibili (hanno più falsi negativi) pertanto, commentano, 2gli utenti ad alto rischio di infezione (ad es. con sintomi e un'esposizione nota) dovrebbero comunque mettersi in quarantena, anche dopo aver ricevuto un risultato negativo del test. Un risultato negativo del test potrebbe rassicurarli erroneamente che non è necessario metterli in quarantena e quindi esporre potenzialmente gli altri al rischio di infezione. "Penso che i nostri risultati mostrino quanto sia fondamentale elaborare e testare le istruzioni da fornire ai consumatori per garantire che possano essere comprese dal maggior numero possibile di utenti; per aumentare i vantaggi e ridurre i danni dei kit di autotest a casa" affermano.
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A cura di Redazione Farmacista33
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