Farmacisti
15 Maggio 2022«La funzione svolta dalle farmacie durante la pandemia, e in particolare nel primo lockdown, è stata una funzione spesso vicariale di altri presidi sanitari». Partecipando al convegno istituzionale di Cosmofarma, il presidente della Fondazione Cannavò, e vice presidente Fofi, Luigi D'Ambrosio Lettieri sottolinea che la rete delle farmacie ha supplito, in questi due ultimi due anni, ad alcune carenze della medicina del territorio. E ora che la parabola dell'emergenza sanitaria è in fase discendente occorre mettere da parte le polemiche e cercare una maggiore sinergia tra le professioni sanitarie.
Certo, se la rinascita dell'assistenza territoriale deve passare attraverso le case della comunità - che si prevede debbano avere un bacino di utenza tra i 40 e i 50.000 abitanti - le perplessità sono molte: «L'assunto è che alla base di tutto ci sia il principio della prossimità: ma cosa può garantirla di più delle farmacie, con la capillarità ed efficienza del loro servizio?».
«La farmacia italiana è ormai considerata un punto di riferimento europeo, dopo quanto successo durante la pandemia: grande capacità di reazione e flessibilità nell'avviare nuove attività di assistenza ai cittadini». Da presidente del Pgeu - organismo di rappresentanza dei farmacisti di 26 Paesi europei - Roberto Tobia, segretario di Federfarma, rivendica con orgoglio i meriti della farmacia italiana.
Ma quello cui bisogna puntare ora è il rafforzamento di una unione sanitaria europea, che non può non passare dalla condivisione dei dati. In questa ottica, ricorda Tobia, la Commissione europea ha appena lanciato l'European health data space (Ehds), uno spazio europeo dei dati sanitari da portare a compimento entro il 2025. Un progetto che intende mettere la trasformazione digitale al centro dei processi di cambiamento dell'assistenza sanitaria.
Il presidente dell'Utifar Eugenio Leopardi, da parte sua, sollecita la categoria a restare unita, a fare squadra. L'auspicio è che tutte le farmacie distribuite sul territorio italiano siano provviste di strutture adeguate a fornire servizi sempre più ampi ai cittadini. Quanto all'aggiornamento professionale, i farmacisti fin dai primi mesi della pandemia hanno dimostrato la massima reattività: «Nell'agosto 2020, quando ancora non si parlava di vaccinazioni in farmacia, Utifar organizzò un corso di formazione sul tema: ad aderire furono ben 9.000 farmacisti».
Giuseppe Tandoi
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