Occhio secco, riconoscere sintomi e gravità per valutare ricorso a specialista
La Giornata di prevenzione dell'occhio secco in farmacia ha raccolto 3000 questionari e riparte ora con una seconda edizione. Ecco i risultati della prima edizione
Bruciore, sensazione di corpo estraneo e fotofobia sono i sintomi più impattanti riportati da chi soffre della patologia dell'occhio secco: il 25% dei soggetti riporta un'elevata frequenza di secchezza e irritazione oculare, il 42% definisce di gravità media i propri sintomi, mentre il 18% la indica come elevata. La presenza dei sintomi è principalmente durante la giornata, meno al mattino e alla sera, mentre bruciore, sensazione di corpo estraneo e fotofobia sono i sintomi di maggiore incidenza di gravità. È quanto emerso dalla prima edizione della campagna di sensibilizzazione sull'occhio secco promossa da Alcon in 500 farmacie, che ha raccolto quasi 3.000 questionari, confermando il ruolo di primo presidio sanitario a cui si ricorre quando si rileva un problema non percepito come grave. La campagna, condotta tra luglio 2021 e febbraio 2022 riparte ora con una seconda edizione: educazione, informazione e l'invito a fare visite di controllo sono alla base della seconda edizione della campagna promossa da Alcon che è appena partita e durerà fino a novembre. Durante le giornate in farmacia dedicate all'iniziativa sarà possibile accompagnare i cittadini ad una migliore comprensione della patologia dell'occhio secco e fornire loro gli strumenti per agire in modo responsabile a tutela della salute della propria vista.
L'occhio secco è un disturbo non semplice da diagnosticare
L'occhio secco è un'alterazione della superficie oculare caratterizzata da una modificazione della quantità e della composizione delle lacrime. È un disturbo che non è semplice da diagnosticare perché i sintomi sono diversi e l'eziologia e la fisiopatologia della malattia sono spesso ambigue. Per questo si tende a sottovalutare per diverso tempo i sintomi e a non agire in modo corretto dal punto di vista terapeutico con un impatto di tipo fisico e psicologico. La farmacia rimane il primo presidio sanitario a cui si ricorre quando si rileva un problema non percepito come grave, per questo riuscire ad intercettare sintomi sospetti e creare un ponte virtuoso con il medico oculista può fare la differenza per la salute oculare delle persone. I risultati dei 2.960 questionari raccolti nella prima edizione della campagna confermano come sia necessario creare un percorso tale per cui il farmacista abbia gli strumenti per invitare i cittadini a fare una visita specialistica che possa meglio interpretare la sintomatologia riportata.
Indagine su sintomi, frequenza e gravità
Alla popolazione è stato somministrato il questionario SANDE (Symptom Assessment in Dry Eye) per dare una valutazione, mediante scale visive da 1 a 100, della frequenza, della gravità dell'intensità dei sintomi (bruciore, sensazione di corpo estraneo, secrezione mucosa, prurito, fotofobia, dolore visione annebbiata, sensazione di occhio appiccicoso). Il 25% riporta un'elevata frequenza di secchezza e irritazione oculare, il 42% definisce di gravità media i propri sintomi, mentre il 18% la indica come elevata. La presenza dei sintomi è principalmente durante la giornata, meno al mattino e alla sera, mentre bruciore, sensazione di corpo estraneo e fotofobia sono i sintomi di maggiore incidenza di gravità.
"I risultati di questa iniziativa, confermano quanto scientificamente è già noto; esiste un sommerso di pazienti che convive con problemi oculari, senza dare ad essi la giusta rilevanza. - spiega il professor Pasquale Aragona, Ordinario di Oftalmologia all'Università di Messina - Sottovalutare la patologia dell'occhio secco e non agire tempestivamente in modo mirato, porta ad un peggioramento progressivo che può compromettere seriamente la salute degli occhi. La farmacia gioca un ruolo importante nell'aiutare la popolazione a non sottovalutare segnali persistenti nel tempo e a indirizzarla allo specialista oftalmologo. Solo una visita approfondita, infatti, determina una diagnosi precisa, con un piano terapeutico adeguato. Creare un collegamento virtuoso tra farmacista e medico, è sempre più auspicabile a testimonianza della volontà di mettere realmente il paziente al centro del nostro agire".
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A cura di Redazione Farmacista33
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