Farmacisti
16 Ottobre 2022Pnrr, sussidi, maggiore integrazione con il Ssn, tutela delle aree interne. Il convegno Sunifar del sabato pomeriggio a Pharmevolution - "Il Pnrr e la nuova governance della Sanità: progetti di collaborazione tra professionisti della sanità territoriale - è davvero una panoramica completa sul "mondo rurale".
Con una premessa fondamentale, condivisa dal presidente del Sunifar Gianni Petrosillo e dalla consigliera di Federfama nazionale Clara Mottinelli: la scelta del governo di destinare 100 milioni del Pnrr è dovuta al fatto che davvero crede nell'importanza di questi presidi sanitari dislocati nelle zone più disagiate del Paese, che soprattutto in pandemia hanno dimostrato di essere elemento imprescindibile di assistenza al cittadino. Un provvedimento che fa parte di un più ampio progetto di tutela e di rilancio delle aree interne, a grave rischio di spopolamento e conseguente deriva economica e sociale.
Sull'iter dei finanziamenti fa il punto Petrosillo: «Al 30 settembre sono 2.100 l farmacie che hanno fatto richiesta di fondi Pnrr, 1.222 le domande approvate ma solo in 55 casi i finanziamenti sono stati effettivamente stanziati». E qui si parla di una certa lentezza della burocrazia statale che non è certo una novità. Altro tema al centro del dibattito le case della comunità, pilastri del rilancio della sanità territoriale secondo Pnrr e Dm77. Ferme restando le perplessità di Federfarma, Petrosillo fa notare che già ora il 2% della popolazione italiana è privo di medico di medico di famiglia e, in questa prospettiva, il ruolo delle farmacie come trait d'unione tra case della comunità e cittadini può essere determinante.
Gli fa eco Claudio Distefano, direttore comitato scientifico Pharmevolution: «Nel modello delle Case di comunità si evidenziano criticità su alcuni aspetti organizzativi, quali funzioni e prestazioni erogabili, nonché sulla definizione di ruoli e competenze delle figure sanitarie coinvolte. Sarebbe più efficace, per capillarità sul territorio e conoscenza del paziente, utilizzare e potenziare le strutture già esistenti: farmacie e medici di medicina generale».
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