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Galenica

23 Settembre 2026

Antineoplastico topico per le cheratosi attiniche: impiego dermatologico e preparazione magistrale

Il 5-fluorouracile è utilizzato nel trattamento delle cheratosi attiniche e di alcune neoplasie cutanee superficiali. Nella preparazione magistrale, la scelta della base e l’omogeneità della crema si affiancano alle misure necessarie per manipolare in sicurezza un principio attivo citotossico.

di Luca Guizzon (Farmacista clinico esperto in fitoterapia e galenica)


crema tubetto

Il 5-fluorouracile (5-FU) è un antineoplastico impiegato anche per via topica nel trattamento delle cheratosi attiniche e di alcune neoplasie cutanee superficiali. Nella preparazione magistrale, la scelta del veicolo e l’omogeneità del preparato richiedono particolare attenzione, così come le misure di sicurezza necessarie per manipolare un principio attivo citotossico.

Meccanismo d’azione e impiego dermatologico

Dal punto di vista farmacologico, il 5-fluorouracile è un analogo fluorurato dell'uracile che, dopo penetrazione nelle cellule, viene convertito in metaboliti attivi in grado di interferire con la sintesi degli acidi nucleici. Il principale meccanismo d'azione consiste nell'inibizione irreversibile della timidilato sintasi attraverso il metabolita fluorodesossiuridina monofosfato (FdUMP), con conseguente blocco della sintesi della timidina necessaria per la replicazione del DNA. Parallelamente, altri metaboliti vengono incorporati nell'RNA, alterandone la maturazione e la funzione. L'effetto complessivo è una marcata inibizione della proliferazione cellulare, particolarmente evidente nei cheratinociti caratterizzati da elevata attività mitotica.

L'impiego topico trova la principale indicazione nel trattamento delle cheratosi attiniche, lesioni cutanee indotte dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti. A differenza delle metodiche ablative che trattano esclusivamente le lesioni clinicamente evidenti, il 5-fluorouracile consente la cosiddetta "field therapy", trattando contemporaneamente anche le alterazioni subcliniche presenti nell'area foto-danneggiata. Tale approccio risulta particolarmente utile nei pazienti con estese aree di fotoinvecchiamento o con numerose lesioni multiple.

Il farmaco trova inoltre impiego nel trattamento di alcune forme superficiali di carcinoma basocellulare selezionate, generalmente quando l'intervento chirurgico non rappresenta l'opzione terapeutica preferibile, nonché in altre condizioni dermatologiche caratterizzate da proliferazione epiteliale, sempre nell'ambito di un'attenta valutazione specialistica. In alcuni contesti il 5-fluorouracile viene utilizzato anche in associazione con altre strategie terapeutiche, quali la crioterapia, la terapia fotodinamica o immunomodulatori topici, con l'obiettivo di migliorare il controllo delle lesioni.

L'assorbimento sistemico del 5-fluorouracile attraverso la cute integra è generalmente limitato, ma può aumentare significativamente quando il farmaco viene applicato su superfici estese, cute ulcerata, mucose o sotto bendaggio occlusivo. Una quota del principio attivo assorbito viene rapidamente metabolizzata dall'enzima diidropirimidina deidrogenasi (DPD), responsabile dell'inattivazione della maggior parte del farmaco. Sebbene il rischio sia estremamente basso con l'impiego topico, nei soggetti affetti da grave deficit di DPD un aumento dell'esposizione sistemica potrebbe teoricamente incrementare il rischio di tossicità.

Preparazione magistrale: scelta del veicolo e allestimento

Dal punto di vista formulativo, il veicolo riveste un ruolo determinante nel modulare la penetrazione cutanea del principio attivo. Creme idrofile, emulsioni olio-in-acqua o basi dermatologiche specifiche possono essere selezionate in funzione della sede anatomica, dell'estensione della lesione e delle caratteristiche della cute del paziente. La preparazione magistrale consente di realizzare concentrazioni differenti rispetto ai medicinali industriali, generalmente comprese tra lo 0,5% e il 5%, permettendo al dermatologo di personalizzare il trattamento in relazione alla risposta clinica e alla tollerabilità locale.

Esempio formulativo

Materiali: bilancia, DPI adeguati, cabina per farmaci citotossici, mortaio e pestello o piastra e spatola

5 Fluorouracile 5g

Crema base qb a 100g

Dopo aver messo in sicurezza l’ambiente ed indossato i DPI previsti (elenco non esaustivo: maschera pieno facciale FP3, tuta antistatica, guanti), pesare il principio attivo ed inglobare con progressione geometrica nella crema.

L'allestimento della preparazione richiede particolare attenzione alla dispersione uniforme del principio attivo all'interno della base. Il 5-fluorouracile presenta una moderata solubilità in acqua e può essere incorporato come soluzione o come sospensione finemente dispersa, in funzione della formulazione adottata. La miscelazione deve garantire un'elevata omogeneità della preparazione, assicurando la riproducibilità della concentrazione in ogni aliquota della crema. Devono inoltre essere valutate la compatibilità con gli eccipienti, il pH della formulazione e la stabilità chimico-fisica durante l'intero periodo di validità.

Reazioni locali e precauzioni per il paziente

Il principale limite della terapia topica è rappresentato dalla reazione infiammatoria locale, che costituisce al tempo stesso un indicatore dell'attività farmacologica del trattamento. Eritema, bruciore, edema, desquamazione, erosioni e formazione di croste rappresentano eventi attesi e testimoniano l'azione selettiva del farmaco sulle cellule displastiche. L'intensità della risposta varia considerevolmente tra i pazienti e dipende dall'estensione del danno attinico, dalla concentrazione del preparato, dalla frequenza di applicazione e dalla durata della terapia.

Gli effetti indesiderati sistemici risultano rari con il corretto utilizzo topico, mentre particolare attenzione deve essere riservata all'applicazione in gravidanza e durante l'allattamento, condizioni nelle quali il 5-fluorouracile è generalmente controindicato per il potenziale rischio embriotossico. È inoltre opportuno evitare il contatto con occhi, mucose e cute non interessata dalla terapia, adottando adeguate precauzioni durante l'applicazione. Si può consigliare al paziente l’applicazione con guanti.

Sicurezza nella manipolazione del principio attivo

Per il farmacista, il 5-fluorouracile rappresenta un principio attivo che richiede specifiche misure di sicurezza durante la manipolazione. Data la natura citotossica del principio attivo, la manipolazione dovrebbe avvenire seguendo le procedure previste per i farmaci pericolosi, con dispositivi di protezione individuale idonei e procedure validate per evitare la contaminazione dell'operatore e dell'ambiente. Si adottino quindi procedure che limitino l'esposizione dell'operatore, comprese adeguate protezioni individuali, corretta gestione delle polveri e accurata decontaminazione delle superfici di lavoro. L'intero processo deve essere condotto nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione, garantendo tracciabilità delle materie prime, uniformità della preparazione e documentazione delle procedure adottate.

La valutazione di fattibilità da parte responsabile della sicurezza completa i requisiti minimi per poter manipolare in sicurezza la sostanza.

Nelle preparazioni magistrali dermatologiche il 5-fluorouracile viene comunemente allestito a concentrazioni comprese tra 0,5% e 5%, con scelta della base (crema O/A, gel o crema idrofila) in funzione della sede di applicazione e dell'obiettivo terapeutico.

TAG: GALENICA, CHERATOSI ATTINICA

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