Paziente oncologico, effetti avversi da chemioterapia migliorano con follow-up del farmacista
Un nuovo studio pubblicato nel Journal of Hematology Oncology Pharmacy mostra che il follow-up telefonico del farmacista riduce l'impatto di nausea e di vomito indotto da chemioterapia
La nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia (CINV) sono eventi avversi gravi che influiscono negativamente sulla qualità della vita (QOL) del paziente. Le ragioni della CINV e del ricovero in ospedale dopo la chemioterapia includono la scarsa aderenza alle linee guida e la mancata prescrizione di farmaci antiemetici ambulatoriali appropriati. Al Tampa General Hospital, in Florida, è stato così creato un modello di servizio guidato dal farmacista per contattare i pazienti che ricevono chemioterapia con l'obiettivo di ridurre le vite al pronto soccorso, i ricoveri ospedalieri e infine migliorare la qualità di vita dei pazienti. Lo studio retrospettivo monocentrico ha coinvolto un totale di 111 pazienti, divisi in 2 gruppi: il gruppo intervento comprendeva i pazienti che hanno ricevuto un follow-up telefonico da parte di un farmacista entro 48 ore dall'inizio della chemioterapia moderatamente o altamente ematogena, e un gruppo di controllo storico di pazienti che non ha ricevuto il follow-up.
I farmacisti valutano l'incidenza del CINV, l'aderenza e la qualità di vita dei pazienti
Durante le telefonate, i pazienti sono stati interrogati dal farmacista, sull'incidenza di nausea e vomito indotti dalla chemioterapia, sull'aderenza al regime farmacologico antiemetico, sull'efficacia del regime farmacologico, e sulla qualità di vita, attraverso un questionario riadattato che valutava se il CINV modificava l'appetito, il sonno, le attività fisiche, la vita sociale e la soddisfazione del paziente. Successivamente il farmacista, insieme con l'oncologo, forniva le opportune raccomandazioni terapeutiche.
Il team multidisciplinare riduce l'impatto della nausea e del vomito indotti da chemioterapia
I risultati mostrano che la percentuale di visite al pronto soccorso, ricoveri ospedalieri e appuntamenti al centro di infusione entro 30 anni dalla ricezione di chemioterapia ematogena, senza casi di disidratazione, era dell'1,5% nel gruppo di intervento e del 7% nel gruppo di controllo. Nel gruppo intervento sono stati prescritti un numero significativamente maggiore di farmaci antiemetici ambulatoriali, 27,9% rispetto all'1,5% ricevuto dal gruppo controllo. Tutto ciò porta ad una riduzione dell'impatto del CINV e ad un miglioramento della qualità di vita del paziente.
"I risultati di questo studio mostrano chiaramente un impatto positivo delle chiamate di follow-up guidate dal farmacista e dimostrano il valore del ruolo attivo del farmacista nel team multidisciplinare per i pazienti che stanno iniziando una chemioterapia moderatamente o altamente ematogena", concludono gli autori.
Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico
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A cura di Redazione Farmacista33
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