Taglio del cuneo fiscale, fringe benefit, contratti a termine: le nuove misure sul lavoro
Il decreto-legge uscito dal Consiglio dei ministri del primo maggio introduce misure urgenti per il mondo del lavoro con una riduzione del cuneo fiscale di quattro punti
Taglio del cuneo fiscale, aumento del tetto per i fringe benefit, interventi sui contratti a termine. Sono queste alcune delle misure emerse dal Consiglio dei ministri del primo maggio, oggetto di alcuni provvedimenti, che vanno nella direzione di sostenere i redditi e contrastare l'inflazione.
Decreto lavoro: potenziato il taglio del cuneo fiscale
Un primo intervento annunciato al termine del Consiglio dei Ministri, e contenuto nel decreto-legge che introduce misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro, è la ulteriore riduzione del cuneo fiscale di quattro punti nei confronti dei lavoratori dipendenti per i periodi di paga dal primo luglio al 31 dicembre (con esclusione della tredicesima mensilità). Obiettivo è di portare l'esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali, si legge nella nota, dal 2 al 6% per i redditi fino a 35mila euro annui, mentre l'esenzione va al 7% se la retribuzione imponibile non eccede l'importo mensile di 1.923 euro. Tali misure vanno infatti a sommarsi al taglio di tre punti e di due punti che già erano stati disposti con la legge di Bilancio 2022, potenziando gli interventi del precedente Governo Draghi. Secondo le analisi del Corriere economia di oggi per finanziare il nuovo taglio per quest'anno il governo utilizzerà i quasi 3 miliardi e mezzo di euro di scostamento di bilancio emersi con il Def, a cui dovranno essere aggiunte altre risorse, per arrivare al totale di 4 miliardi necessari. Questo stanziamento, si somma ai 4,6 già previsti con la legge di Bilancio, mentre per il 2024 occorrerà eventualmente capire le coperture necessarie.
Fringe benefit: aumenta tetto per lavoratori con figli a carico
Un'altra misura che va nella direzione di contrastare gli effetti dell'inflazione - tornata a crescere ad aprile dell'8,3% su base annua -, e sostenere il potere d'acquisto delle famiglie è la conferma dell'incremento della soglia dei fringe benefit - i premi aziendali esentasse. Attualmente il tetto è fissato a 258,23 euro perché la legge di bilancio non aveva confermato le misure precedenti. Con il nuovo intervento il tetto sale quindi, per il 2023, a 3mila euro, ma solo per i lavoratori con figli a carico, indipendentemente dal reddito. Saranno comprese ancora anche le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell'energia elettrica e del gas naturale. Lo stanziamento previsto, secondo quanto riferito dal Mef, è di 142 milioni di euro. Si prevede poi, continua la nota, una estensione ai genitori vedovi della maggiorazione dell'assegno unico prevista per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori siano occupati.
Contratti a termine ecco come cambiano le causali
Come già era stato annunciato, tra gli interventi anticipati, ci sarà anche la "modifica alla disciplina del contratto di lavoro a termine" introdotta nel 2015 con il cosiddetto Decreto Dignità "per consentirne un uso più flessibile, pur mantenendo fermo il rispetto della direttiva europea sulla prevenzione degli abusi". Variano quindi le causali che possono essere indicate nei contratti di durata tra i 12 e i 24 mesi (comprese le proroghe e i rinnovi). Pertanto, i contratti potranno avere durata superiore ai 12 mesi, senza eccedere i 24 mesi, in determinati situazioni: nei casi previsti dai contratti collettivi - di valenza nazionale o territoriale e aziendale; per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuate dalle parti, in caso di mancato esercizio da parte della contrattazione collettiva, e in ogni caso entro il termine del 31 dicembre 2024; per sostituire altri lavoratori. Tra le altre misure, prevista la riforma del Reddito di cittadinanza, sostituito dall'Assegno di inclusione e da uno Strumento di attivazione destinato agli "occupabili" per rimborsare la frequenza ai corsi di formazione o riqualificazione professionale. Dal Consiglio dei Ministri sono uscite poi anche altre misure, destinate al disegno di legge sempre in materia di lavoro "approvato, con procedura d'urgenza".
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A cura di Redazione Farmacista33
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