Dalla farina di moringa proteine, antiossidanti e altri rimedi per la salute
La moringa è una pianta originaria della fascia equatoriale e nelle zone in cui è indigena, viene utilizzata per il trattamento di molte patologie e anche come alimento: contiene aminoacidi, carotenoidi, vitamine e minerali. Praticamente tutta la pianta è commestibile e possiede un notevole interesse dal punto di vista nutrizionale. È di grande rilievo il fatto che il contenuto proteico delle parti della pianta è completo, ovvero le parti della pianta contengono tutta la gamma degli aminoacidi richiesta per il fabbisogno proteico, anche quelli essenziali.
Olio per produrre saponi, lubrificanti e cosmetici
L'olio estratto dai semi può essere usato per produrre saponi, lubrificanti e cosmetici, mentre dalle foglie si può preparare un concime liquido mediante la infusione delle foglie in acqua per diversi giorni. Ma sono i semi la parte della pianta più "famosa" nelle zone di origine: infatti la farina di semi di moringa è un ottimo depuratore dell'acqua o di altri liquidi alimentari, avendo un eccellente potere flocculante. Fissa e adsorbe i corpi batterici e le altre impurità in sospensione nei liquidi inglobandoli in fiocchi che poi precipitano al fondo, lasciando il liquido più limpido e depurato. Il potere flocculante è dovuto ad un polielettrolita particolarmente efficace. Ecco perché nei luoghi d'origine è definita come "l'albero dell'acqua pulita" o "albero che purifica".
Dalle foglie estratto antiossidante, anti-iperglicemico e anti-dislipidemico
Dal punto di vista terapeutico, la parte più interessante sono le foglie, poiché esibiscono un elevato potere antiossidante, oltre ad effetti epatoprotettori, analgesici, antiulcera, antiipertensivi, immunomodulatori e radioprotettivi. Componenti responsabili di questa azione sembrano essere polifenoli e acidi fenolici e alcaloidi. Sono stati condotti alcuni studi clinici, che hanno evidenziato l'effetto anti-iperglicemico e anti-dislipidemico sia di estratti di foglie sia di foglie polverizzate. Ad esempio, un articolo del 2018 ha valutato l'effetto ipoglicemizzante di alcuni biscotti a base di moringa e stevia assunti nel periodo post-prandiale. I biscotti contenevano il 5% di polvere di foglie di moringa e il 3% di polvere di foglie di stevia. Rispetto ai biscotti "controllo", l'aggiunta della pianta ha permesso di ridurre il picco di glucosio post-prandiale e una riduzione totale dell'assorbimento di glucosio. Inoltre, la sola moringa è stata in grado di aumentare il senso di sazietà. Tale effetto sembra dovuto all'aumento del rilascio di insulina con effetto dose-dipendente. Sebbene gli effetti siano ancora da consolidare con trials più ampi, al momento non si registrano particolari effetti collaterali nell'utilizzo della pianta.
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