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16 Febbraio 2023Dati americani mostrano che il consumo di oppioidi diminuisce via via che i pazienti iniziano il trattamento con la cannabis terapeutica, ma l'effetto sulla salute di questo cambiamento è ancora poco investigato. Questo studio si basa sulle auto-dichiarazioni di pazienti in trattamento con cannabis in Florida (dove il tasso di consumo dei farmaci oppiacei risulta diminuito da quando i pazienti hanno accesso alla cannabis medicinale) riguardanti l'utilizzo di cannabis medicinale, la percezione dell'effetto terapeutico e i cambiamenti nell'uso di farmaci antidolorifici oppiacei.
I pazienti (n = 2.183), reclutati nei dispensari medici in tutta la Florida, hanno risposto a 66 quesiti di un sondaggio, che includeva elementi demografici, farmacologici e sanitari, compreso il "Medical Outcomes Survey" (SF-36) per valutare lo stato di salute prima e dopo l'inizio della cannabis.
La maggior parte dei partecipanti aveva un'età compresa tra 20 e 70 anni (95%), oltre il 54% erano donne, il 47% erano impiegate e la maggior parte (85%) erano bianche. Le indicazioni terapeutiche segnalate comunemente sono state il dolore e la salute mentale combinati (47,92%) e salute mentale (28,86%) o dolore (9,07%) separatamente.
I domini sanitari del dolore corporeo (ad esempio, interferenza del dolore nella normale attività lavorativa), del funzionamento fisico (ad esempio, capacità di svolgere moderata o intensa attività fisica) e del funzionamento sociale (ad esempio, se lo stato di salute interferisca con le normali attività sociali) sono migliorati mentre le limitazioni dovute a problemi fisici ed emotivi sono rimaste invariate. La maggior parte dei pazienti considera la cannabis importante per il miglioramento della qualità di vita, nonostante il 68.72% (N = 1158) abbia riportato l'insorgenza di almeno un evento avverso in seguito all'utilizzo. Il 60,98% dei pazienti ha riferito di aver utilizzato farmaci antidolorifici prima della cannabis terapeutica e la quasi totalità (93,36%) di questi ha riportato un cambiamento nei farmaci antidolorifici dopo l'inizio della terapia con cannabis: il 79% dei pazienti ha riportato la cessazione o la riduzione dell'uso di farmaci per il dolore associata a miglioramento funzionale nel 11,47% dei casi. In particolare, la maggior parte dei pazienti ha riportato l'utilizzo di idrocodone-paracetamolo (36,82%) o ossicodone-paracetamolo (26,78%) mentre l'uso del solo ossicodone o idrocodone o codeina è stato riportato dal 10-20% dei partecipanti che hanno risposto. Dopo l'inizio del trattamento con cannabis, l'utilizzo di tutti gli antidolorifici a base di oppioidi è stato riportato da meno del 7,5% dei pazienti con una riduzione di 5 volte dei farmaci più utilizzati (idrocodone-acetaminofene, 7,31%; ossicodone-acetaminofene, 4,78%).
Inaspettatamente, una piccola percentuale di pazienti (2,71%) ha riportato la cessazione sia dei farmaci per il dolore che di quelli per disturbi psichiatrici, evidenziando la necessità di condurre ulteriori studi nella sfera dei disturbi di salute mentale.
Lo studio ha utilizzato un sondaggio anonimo di autovalutazione e i partecipanti sono stati reclutati tra gli utilizzatori dei dispensari medici, quindi i dati possono non essere pienamente rappresentativi del popolazione di consumatori di cannabis nello stato della Florida. Inoltre, i partecipanti allo studio erano consumatori attivi di cannabis, per cui sono esclusi i pazienti che hanno scelto di interrompere l'uso di cannabis. Nonostante queste limitazioni, i risultati di questo ampio campione indicano che la cannabis terapeutica può svolgere un ruolo importante sia a livello individuale che di comunità come praticabile alternativa agli oppioidi nella gestione del dolore. Infatti, l'uso di oppioidi è risultato sostanzialmente ridotto subito dopo l'accesso alla cannabis terapeutica, che alcuni pazienti sembrano preferire in quanto consente loro di svolgere meglio le attività della vita quotidiana. Inoltre, i risultati a livello di comunità indicano che la cannabis terapeutica utilizzata in maniera controllata e regolamentata potrebbe avere anche un impatto positivo sulla crisi sanitaria pubblica determinata dall'epidemia di oppioidi. Dato l'enorme costo sociale ed individuale associato alla crisi degli oppioidi, occorre considerare con molta attenzione le implicazioni per la salute pubblica di questi risultati.
Pritchett CE, Flynn H, Wang Y, Polston JE. Medical cannabis patients report improvements in health functioning and reductions in opiate use. Subst Use Misuse. 2022;27:1-10.
Valentina Maggini
CERFIT
AOU Careggi
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