Carenza farmaci
30 Aprile 2026Le farmacie gestiscono da tempo le indisponibilità di medicinali individuando alternative terapeutiche e garantendo la continuità delle cure. Dal tavolo tecnico al Ministero della Salute emerge il riconoscimento del ruolo operativo del farmacista come presidio territoriale nella gestione delle carenze.

Le farmacie e i farmacisti gestiscono da tempo situazioni di carenza di farmaci individuando soluzioni alternative per garantire la continuità terapeutica ai pazienti. È capitato al 95% dei farmacisti nell’ultimo anno a conferma della funzione di “ammortizzatore” del sistema sanitario svolta quotidianamente da un professionista chiamato a consigliare un’alternativa terapeutica quando il medicinale prescritto non è disponibile. È questo uno dei messaggi emersi nel dibattito in corso sulle carenze legate alla situazione geopolitica in corso, tema al centro del Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei medicinali che si è riunito il 29 aprile e a cui hanno preso parte anche le farmacie.
Secondo quanto riferito al tavolo dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), non si registrano al momento situazioni anomale rispetto alle carenze ordinariamente presenti sul mercato. E anche i rappresentanti della filiera del farmaco hanno confermato un quadro sostanzialmente stabile, pur segnalando alcune preoccupazioni legate all’aumento dei costi di principi attivi e materiali di confezionamento.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha evidenziato la necessità di un monitoraggio costante della filiera, anche in relazione alle tensioni geopolitiche e alla dipendenza da aree produttive estere, in particolare asiatiche, da cui provengono componenti essenziali per la produzione dei medicinali. In questo contesto, Gemmato ha sottolineato quanto sia "fondamentale il ruolo del farmacista, che può proporre un’alternativa al paziente che si presenta al banco".
Nel corso del confronto, il presidente nazionale del Sunifar, Gianni Petrosillo, ha evidenziato il contributo concreto delle farmacie nella gestione quotidiana delle indisponibilità di medicinali e “l’importanza del ruolo delle farmacie nella prassi della gestione delle carenze, con confronti con il medico curante per l’adozione delle migliori soluzioni alternative” sottolineando l’opportunità di “rendere più flessibili le regole sulla sostituzione per garantire continuità assistenziale”.
La gestione delle indisponibilità si realizza prevalentemente sul territorio, attraverso attività che fanno parte della pratica quotidiana della farmacia: dalla verifica della disponibilità dei medicinali alla ricerca di alternative terapeutiche, fino al confronto con il medico prescrittore nei casi più complessi.
Il ruolo operativo delle farmacie è stato richiamato nei giorni scorsi anche dal presidente di Federfarma, Marco Cossolo, che ha descritto le azioni messe in campo per garantire l’accesso alle terapie: "I farmacisti possono proporre la sostituzione del farmaco prescritto ma carente con uno equivalente. Possono, inoltre, verificare la disponibilità presso altri distributori o farmacie e segnalarne la carenza al medico, che può modificare la terapia. Possono allestire medicinali galenici presso i propri laboratori. E possono, infine, monitorare e gestire le scorte dei farmaci disponibili, segnalando le carenze".
Nel corso del confronto al Tavolo tecnico, anche le aziende della distribuzione intermedia hanno ribadito il proprio ruolo nella gestione dell’approvvigionamento dei medicinali sul territorio. Il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone, ha ricordato "l’impegno delle Aziende di Federfarma Servizi a non esportare farmaci per assicurarne ogni giorno la disponibilità alle farmacie e ai bisogni di salute dei territori", sottolineando l’opportunità che "anche e soprattutto nel caso di eventuali carenze, la Distribuzione Intermedia svolga il suo ruolo fondamentale di ponte tra la produzione e la dispensazione, così da garantire un’equa distribuzione dei medicinali nelle farmacie di tutti i territori".
Il richiamo al ruolo della distribuzione intermedia si inserisce nel quadro più ampio della gestione della filiera del farmaco, dove la continuità dell’approvvigionamento rappresenta un elemento chiave per consentire alle farmacie di mantenere la disponibilità dei medicinali e garantire l’accesso alle terapie sul territorio.
Dal lato dei farmacisti, la percezione del fenomeno è pressoché unanime: il 95% dichiara di aver sperimentato negli ultimi dodici mesi indisponibilità o carenze durevoli e sistematiche di farmaci, con valori sostanzialmente sovrapponibili tra contesti urbani (95,4%) e rurali (94,5%). Si tratta di un dato che conferma la natura strutturale del problema, legato a criticità che si collocano prevalentemente a monte della filiera (produzione, distribuzione e approvvigionamento) e che rendono le carenze non episodi isolati, ma una condizione ricorrente con cui le farmacie si confrontano nella pratica quotidiana.
In questo scenario, il ruolo del farmacista si è progressivamente esteso oltre la dispensazione del medicinale, con un “ampliamento delle responsabilità e del carico operativo per i farmacisti”. Le attività operative comprendono la ricerca di alternative terapeutiche, la verifica della disponibilità presso altri canali distributivi, il confronto con il medico prescrittore nei casi più complessi e la gestione della relazione con il cittadino, che si rivolge alla farmacia come primo punto di riferimento quando il farmaco non è disponibile.
Le disfunzioni della filiera si manifestano concretamente al banco, rendendo la farmacia il vero front office delle criticità del sistema. In questa posizione di interfaccia tra sistema e paziente, il farmacista assume la responsabilità di individuare soluzioni praticabili e di mantenere la continuità terapeutica, pur non avendo il controllo delle cause che determinano le indisponibilità. Si configura così una condizione di asimmetria tra responsabilità operativa e responsabilità decisionale: la soluzione viene gestita sul territorio, mentre le leve del problema restano collocate a livelli organizzativi e industriali superiori.
In questo contesto, la farmacia svolge una funzione di “ammortizzatore” del sistema sanitario, assorbendo l’impatto delle carenze attraverso competenze professionali, organizzazione del lavoro e capacità di adattamento. È proprio questa capacità di compensazione che consente, nella maggior parte dei casi, di garantire la continuità dell’assistenza e di ridurre l’impatto delle indisponibilità sul cittadino.
Per i farmacisti, la carenza rappresenta una criticità continua e strutturale; per i cittadini, invece, si manifesta spesso in modo episodico, proprio perché la farmacia riesce a risolvere il problema nella fase operativa. Questa dinamica contribuisce a rendere meno visibile la dimensione reale del fenomeno e, allo stesso tempo, determina un aumento del carico professionale e relazionale per le farmacie, che dedicano più tempo alla gestione del paziente e alla ricerca di soluzioni alternative.
La continuità dell’assistenza viene quindi garantita nonostante le criticità del sistema, ma grazie alla resilienza organizzativa e alle competenze professionali delle farmacie. Un equilibrio che, tuttavia, resta fragile e che evidenzia la necessità di interventi strutturali sulla filiera del farmaco, perché il ruolo della farmacia, pur essenziale, non può sostituire politiche di sistema in grado di prevenire e ridurre le carenze a monte.
ph.cr. freepik
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