Fitoterapia
22 Maggio 2025L'uso dei fitoterapici da parte di un paziente che si sottopone a un intervento chirurgico rappresenta una sfida per la sicurezza. Il farmacista è la prima linea nella prevenzione delle interazioni farmacologiche potenzialmente gravi. Ecco i farmaci a cui prestare attenzione per prevenire effetti avversi

Negli ultimi decenni, l’impiego di integratori a base di piante officinali ha conosciuto un’espansione significativa. Secondo i dati del National Center for Complementary and Integrative Health, solo negli Stati Uniti il 18% degli adulti consuma regolarmente prodotti naturali non vitaminici e l’Italia non è da meno. Questa tendenza si riflette anche in ambito perioperatorio, dove oltre la metà dei pazienti chirurgici non dichiara l’uso di fitoterapici al personale medico.
Molte piante medicinali contengono composti bioattivi in grado di interferire con i farmaci anestetici, sedativi, anticoagulanti e ipoglicemizzanti. I principali meccanismi includono:
Il farmacista è spesso il primo interlocutore del paziente che acquista un integratore naturale. In questo contesto, ha il compito non solo di dispensare, ma soprattutto di intercettare l’uso di fitoterapici in prossimità di un intervento chirurgico e fornire le corrette indicazioni sulla sospensione.
Secondo le attuali ricerche scientifiche si raccomanda l’interruzione degli integratori a base di erbe almeno 1–2 settimane prima della chirurgia elettiva, anche in assenza di linee guida formali. Una valutazione precoce del regime integrativo da parte del farmacista può prevenire interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose e contribuire alla sicurezza del percorso anestesiologico.
L’interazione tra fitoterapia e anestesia è un ambito ancora poco conosciuto nella pratica clinica quotidiana, ma altamente rilevante. Il farmacista, grazie alle sue competenze in farmacognosia e farmacologia, può assumere un ruolo attivo nella sicurezza perioperatoria, attraverso la valutazione del profilo integrativo del paziente, il consiglio sulla sospensione dei prodotti a rischio e la comunicazione con il medico e l’anestesista.
Una maggiore integrazione del farmacista nel team preoperatorio rappresenta non solo un’opportunità di prevenzione, ma un passo verso una medicina più personalizzata e sicura.
Fonte
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
02/09/2026
Dopo l'estate aumenta in farmacia la richiesta di prodotti per la skincare, soluzioni per lenire la pelle, contrastare secchezza e discomfort e contribuire a ripristinarne l'equilibrio dopo...
A cura di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)
31/07/2026
Con l'aumento delle temperature molte persone iniziano ad avvertire gambe pesanti, gonfiore alle caviglie e senso di affaticamento agli arti inferiori, disturbi spesso riconducibili all'insufficienza...
A cura di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)
23/07/2026
Il caso di sospetto avvelenamento da ricina, che ha portato alla morte di due persone, ha riportato all'attenzione sui rischi legati alle sostanze di origine vegetale. Un episodio che ricorda come...
A cura di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)
15/07/2026
Le elevate temperature possono influenzare non solo la risposta ai farmaci, ma anche il profilo di sicurezza di alcuni prodotti fitoterapici aumentando alcuni effetti fisiologici o favorendo la...
A cura di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)