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Fitoterapia

09 Luglio 2026

Punture di insetti: rimedi fitoterapici tra uso tradizionale ed evidenze scientifiche

Molto prima dell'arrivo di antistaminici e corticosteroidi, la natura offriva già rimedi contro dolore, prurito e infiammazione causati da punture di insetti. Alcune di queste piante continuano ancora oggi a sorprendere per il loro razionale farmacologico.

di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)


Punture di insetti: rimedi fitoterapici tra uso tradizionale ed evidenze scientifiche

L'Italia conserva un ricco patrimonio di medicina popolare legato alle piante officinali spontanee in grado di alleviare dolore, prurito e infiammazione conseguenti a punture di insetti o al contatto con organismi urticanti. 
Tra le specie più rappresentative vi è Sedum telephium, una crassulacea conosciuta anche con il nome popolare di Erba della Madonna. Le sue foglie carnose racchiudono un gel ricco di mucillagini e polisaccaridi dall'azione emolliente e lenitiva. La tradizione contadina prevedeva di incidere delicatamente la foglia ed eliminare la sottile pellicola superficiale per applicare direttamente la parte gelatinosa sulla puntura di zanzara, ape, vespa o tafano. Ancora oggi molti erboristi consigliano di conservare alcune foglie in congelatore durante l'estate: il freddo, unito all'azione lenitiva del gel vegetale, contribuisce ad attenuare rapidamente dolore, bruciore e prurito. Le moderne indagini fitochimiche hanno identificato flavonoidi, acidi fenolici e polisaccaridi con attività antiossidante e antinfiammatoria, sebbene manchino studi clinici specifici sulle punture di insetti.

Spostandosi lungo l'arco alpino, e in particolare in Valle d'Aosta, Piemonte e Trentino-Alto Adige, la protagonista della medicina popolare è l'imperatoria (Peucedanum ostruthium). Considerata per secoli una delle "piante del viandante", la radice fresca veniva pestata fino a ottenere una poltiglia da applicare direttamente sulle punture di insetti, sui piccoli morsi e sulle ferite superficiali. In alcune vallate alpine era invece consuetudine preparare un decotto concentrato o una tintura alcolica da utilizzare come impacco locale. Oggi sappiamo che la radice contiene cumarine, tra cui imperatorina e ostrutina, oltre a oli essenziali e composti fenolici dotati di attività antinfiammatoria e antimicrobica dimostrata in modelli sperimentali. Anche in questo caso, tuttavia, mancano studi clinici randomizzati che ne abbiano valutato l'efficacia nelle punture di insetto.

Tra i rimedi più diffusi in tutta la penisola figura anche la piantaggine (Plantago major e P. lanceolata). Le foglie fresche venivano strofinate tra le mani fino a liberare il succo, quindi applicate direttamente sulla cute irritata. L'aucubina, l'acteoside, i tannini e le mucillagini presenti nella pianta giustificano il suo tradizionale impiego come lenitivo e cicatrizzante.

Uno sguardo oltre i confini

L'impiego di piante medicinali contro le punture di insetti accomuna culture molto lontane tra loro.

Nella medicina ayurvedica trovano largo impiego Curcuma longa e Azadirachta indica (Neem), entrambe utilizzate sotto forma di paste o impacchi per ridurre l'infiammazione locale. La curcumina possiede un'ampia documentazione scientifica sulle proprietà antinfiammatorie, mentre il neem ha dimostrato attività antimicrobiche e immunomodulanti in numerosi studi sperimentali.

La Medicina Tradizionale Cinese utilizza invece specie come Sophora flavescens, Lonicera japonica e Phellodendron amurense, ricche di alcaloidi e flavonoidi con attività antinfiammatoria e antipruriginosa. Sebbene gli studi clinici specifici sulle punture siano ancora limitati, queste piante sono ampiamente documentate nel trattamento delle dermatosi infiammatorie.

Nelle regioni amazzoniche, il lattice di Croton lechleri ("Sangue di drago") e l'olio di Copaifera spp. vengono tradizionalmente impiegati per accelerare la guarigione delle lesioni cutanee e ridurre dolore e infiammazione. Le ricerche degli ultimi anni hanno confermato attività cicatrizzanti, antiossidanti e antimicrobiche, aprendo nuove prospettive per il loro utilizzo anche nella medicina moderna.

Aloe vera: il rimedio vegetale più studiato

Tra le piante medicinali impiegate nelle diverse medicine tradizionali, Aloe vera rappresenta probabilmente il rimedio topico più conosciuto e diffuso al mondo per il trattamento di ustioni minori, irritazioni cutanee e punture di insetti. Il gel contenuto nelle foglie è ricco di polisaccaridi, in particolare acemannano, glicoproteine, vitamine e composti fenolici, ai quali sono attribuite proprietà antinfiammatorie, idratanti e cicatrizzanti.

Le evidenze scientifiche disponibili riguardano prevalentemente il trattamento delle lesioni cutanee e delle ustioni superficiali e per quanto riguarda le punture di insetto, le prove cliniche rimangono invece limitate ma un interessante studio randomizzato, in doppio cieco e controllato, condotto su soggetti con ipersensibilità alle punture di zanzara, ha dimostrato che un gel fitoterapico contenente Aloe vera, Centella asiatica, Perilla frutescens, Portulaca oleracea, Ipomoea pes-caprae e Broussonetia papyrifera è risultato sovrapponibile all'idrocortisone all'1% nel ridurre prurito, eritema e diametro del pomfo (Charuwichitratana et al., 2014). Sebbene non sia possibile attribuire l'effetto esclusivamente all'Aloe vera, lo studio suggerisce il potenziale interesse delle formulazioni fitoterapiche nel trattamento sintomatico delle reazioni locali.

TAG: FITOTERAPIA, MORSI E PUNTURE DI INSETTI, INSETTOREPELLENTI

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