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Salute benessere

31 Luglio 2026

Insufficienza venosa: sintomi, prevenzione e rimedi. Le raccomandazioni delle linee guida

Con l'aumento delle temperature molte persone iniziano ad avvertire gambe pesanti, gonfiore alle caviglie e senso di affaticamento agli arti inferiori, disturbi spesso riconducibili all'insufficienza venosa. Accanto alle terapie convenzionali trovano spazio anche alcuni fitoterapici impiegati come supporto sintomatico.

di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)


Insufficienza venosa cronica: sintomi, prevenzione e rimedi. Le raccomandazioni delle linee guida

L'insufficienza venosa può essere favorita da diversi fattori, tra cui familiarità, sovrappeso, sedentarietà, gravidanza e attività lavorative che costringono a rimanere a lungo in piedi o seduti. Quando le valvole venose perdono la loro funzionalità, il sangue tende a ristagnare negli arti inferiori, favorendo la comparsa di edema, teleangectasie, varici e, nelle forme più avanzate, alterazioni cutanee e ulcere.

La diagnosi si basa sull'esame clinico e trova nell'ecocolordoppler lo strumento di riferimento per valutare la morfologia e la funzionalità del sistema venoso. Un inquadramento precoce è importante perché consente di intervenire prima che il danno diventi irreversibile.

La prevenzione rimane il primo approccio terapeutico. Uno stile di vita attivo, il controllo del peso corporeo, una dieta ricca di frutta e verdura e l'impiego di calze elastiche a compressione graduata nei soggetti predisposti rappresentano le principali strategie per limitare la progressione della malattia. Nei casi in cui i sintomi siano più marcati possono essere associati farmaci flebotonici o, nelle forme più severe, trattamenti mini-invasivi o chirurgici. Accanto alle terapie convenzionali trovano spazio anche alcuni fitoterapici impiegati come supporto sintomatico.

Fitoterapia: quali evidenze?

Le linee guida della European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2022 evidenziano che i fitoterapici venoattivi non presentano tutti lo stesso profilo di efficacia. La frazione flavonoica purificata micronizzata (MPFF), costituita prevalentemente da diosmina ed esperidina è quella che mostra il più ampio spettro d'azione, con benefici documentati su dolore, pesantezza, affaticamento, sensazione di gonfiore, crampi, parestesie, prurito ed edema. Anche gli estratti di pungitopo, gli idrossietilrutosidi, l'estratto di ippocastano, l'estratto di foglie di vite rossa, hanno dimostrato efficacia nel migliorare alcuni sintomi dell'insufficienza venosa cronica, sebbene con indicazioni più specifiche e un diverso livello di evidenza.

insufficienza

L'estratto di ippocastano, standardizzato in escina, è uno dei fitoterapici meglio documentati. La revisione sistematica Cochrane di Pittler ed Ernst ha analizzato 17 studi randomizzati controllati comprendenti 1.593 pazienti affetti da insufficienza venosa cronica. Sei studi controllati con placebo (543 pazienti) hanno mostrato una riduzione significativa del dolore agli arti inferiori; altri sei studi (502 pazienti) hanno evidenziato una riduzione media del volume della gamba di 32,1 mL (IC95% 13,5-50,7) rispetto al placebo.

Al secondo posto in termini di numero di studi ci sono gli idrossietilrutosidi, una miscela di derivati semisintetici della rutina, un flavonoide naturale presente in numerose piante, tra cui grano saraceno (Fagopyrum esculentum), agrumi, tè e Sophora japonica. Una metanalisi di 15 studi randomizzati comprendente 1.643 pazienti ha documentato una riduzione significativa del dolore (SMD −1,07), della sensazione di gambe pesanti (OR 0,50) e dei crampi rispetto al placebo.

La frazione flavonoica purificata micronizzata (MPFF) e gli estratti di pungitopo (Ruscus aculeatus), pur non essendo stati inclusi nella revisione Cochrane, sono stati successivamente valutati in metanalisi dedicate che ne hanno confermato l'efficacia.

Applicabilità dei fitoterapici venoattivi nel counselling

Il farmacista svolge un ruolo fondamentale nell'intercettare precocemente i pazienti a rischio, promuovere corrette misure preventive e indirizzare al medico quando i sintomi suggeriscono un approfondimento diagnostico. Un counselling tempestivo può contribuire a migliorare la qualità di vita del paziente e a prevenire l'evoluzione dell'insufficienza venosa cronica.

Considerando il basso costo, il favorevole profilo di sicurezza e la scarsa incidenza di effetti indesiderati, generalmente lievi, i fitoterapici venoattivi possono essere presi in considerazione nel trattamento dei sintomi e dell'edema associati alla malattia venosa cronica nei pazienti con malattia venosa cronica sintomatica che non siano candidati a un trattamento interventistico, o in attesa dell'intervento o che presentano sintomi e/o edema persistenti dopo il trattamento.

Fonte:

Cochrane Database of Systematic Reviews. 2012;11:CD003230. DOI:10.1002/14651858.CD003230.pub4.

Eur J Vasc Endovasc Surg. 2022;63(2):184-267.

Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics, 2015, 40,177–185.

ph.cr.magnific

TAG: INSUFFICIENZA VENOSA, FITOTERAPIA

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