Fitoterapia
02 Settembre 2026Dopo l'estate aumenta in farmacia la richiesta di prodotti per la skincare, soluzioni per lenire la pelle, contrastare secchezza e discomfort e contribuire a ripristinarne l'equilibrio dopo l'esposizione a sole, caldo, vento e salsedine.

Antiossidanti, fotoprotezione, contrasto dell'infiammazione e prevenzione del photoaging: queste le proprietà dei polifenoli e, più in generale, dei composti fenolici, da tempo protagonisti della cosmetica funzionale. Ma tra l'attività biologica di una molecola e l'efficacia di una crema che la contiene esiste una distanza che non sempre il marketing evidenzia. È proprio confrontando i dati sperimentali con gli studi sull'uomo che emergono le differenze più interessanti.
Il bakuchiol, esempio, rappresenta probabilmente uno dei più interessanti casi di passaggio dal razionale biologico alla sperimentazione clinica. Il bakuchiol è un fenolo estratto principalmente dai semi della pianta Psoralea corylifolia. Viene ampiamente impiegato nella cosmesi moderna come alternativa vegetale e delicata al retinolo, poiché offre simili benefici anti-età e anti-acne senza causare irritazioni.
In uno studio randomizzato e in doppio cieco condotto su 44 partecipanti, una crema contenente bakuchiol allo 0,5%, applicata due volte al giorno per 12 settimane, è stata confrontata con retinolo allo 0,5%, applicato una volta al giorno. Entrambi i trattamenti hanno determinato un miglioramento delle rughe e dell'iperpigmentazione, mentre il bakuchiol è risultato associato a una migliore tollerabilità cutanea.
Il dato è interessante perché va oltre il semplice razionale biologico: esiste uno studio clinico controllato che documenta un effetto sulla pelle. Tuttavia, il campione era piccolo e la durata limitata. Non è quindi corretto trasformare il risultato nella semplificazione secondo cui “il bakuchiol è il retinolo naturale”.
Anche il resveratrolo possiede un ampio razionale biologico, soprattutto per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Uno studio randomizzato e controllato pubblicato nel 2025 ha coinvolto 134 donne di età superiore ai 40 anni, confrontando diverse strategie di trattamento con trans-resveratrolo orale e topico. La formulazione topica conteneva l'1,5% di trans-resveratrolo.
Dopo otto settimane, alcuni parametri legati alle rughe sono migliorati soprattutto nel gruppo che combinava trattamento orale e topico. Non tutti gli outcome cutanei, tuttavia, hanno mostrato differenze significative rispetto al placebo. Anche in questo caso il messaggio non è che “il resveratrolo funziona”, ma che esistono segnali di efficacia clinica che meritano ulteriori conferme. Inoltre, poiché lo studio ha valutato anche la supplementazione orale, i risultati non possono essere attribuiti esclusivamente all'applicazione topica.
L'acido ferulico offre invece un esempio particolarmente utile per comprendere quanto la formulazione possa essere determinante. Studi sperimentali e clinici hanno valutato combinazioni di acido ferulico con vitamine C ed E, osservando una maggiore stabilità della formulazione e una protezione nei confronti del danno cutaneo indotto dagli UV.
Il punto, però, è fondamentale: in questi studi non viene valutato l'acido ferulico come ingrediente isolato, ma una specifica combinazione di sostanze. Non è quindi possibile attribuire automaticamente all'acido ferulico l'intero effetto osservato.
Questo rappresenta un principio generale applicabile alla cosmetica: l'efficacia di un ingrediente non può essere necessariamente separata da quella della formulazione nella quale è inserito.
La letteratura offre anche esempi meno favorevoli. Gli studi sui polifenoli del tè verde, per esempio, hanno prodotto risultati meno convincenti sul piano clinico. Alcuni lavori hanno evidenziato modificazioni biologiche o istologiche, senza però dimostrare un altrettanto chiaro miglioramento clinico del photoaging. È un elemento importante perché ricorda che un effetto biologico non coincide necessariamente con un beneficio clinicamente rilevante.
Di fronte a un cosmetico contenente un polifenolo, la domanda non dovrebbe essere semplicemente se l'ingrediente “funziona”.
Occorre considerare almeno quattro elementi:
• quale molecola è presente;
• a quale concentrazione;
• in quale formulazione;
• quali evidenze cliniche esistono per quella specifica applicazione.
La presenza di un ingrediente nell'INCI dimostra infatti che quella sostanza è presente nel prodotto, ma non costituisce di per sé una prova della sua efficacia clinica. È proprio in questo spazio, tra promessa cosmetica ed evidenza scientifica, che la consulenza professionale può fare la differenza.
Fonte
1. Jesus A, Ratanji S, Cidade H, Sousa E, Cruz MT, Oliveira R, Almeida IF. Phenolics as active ingredients in skincare products: a myth or reality? Molecules. 2025;30(7):1423. doi:10.3390/molecules30071423.
2. Dhaliwal S, Rybak I, Ellis SR, Notay M, Trivedi M, Burney W, et al. Prospective, randomized, double-blind assessment of topical bakuchiol and retinol for facial photoageing. Br J Dermatol. 2019;180(2):289-296. doi:10.1111/bjd.16918.
3. Rao A, Briskey D, Roche G, Tremblay A, Da Silva Pinto M, Tompkins TA. Trans-resveratrol reduces visible signs of skin ageing in healthy adult females over 40: an 8-week randomized placebo-controlled trial. Front Aging. 2025;6:1727244. doi:10.3389/fragi.2025.1727244.
4. Lin FH, Lin JY, Gupta RD, Tournas JA, Burch JA, Selim MA, et al. Ferulic acid stabilizes a solution of vitamins C and E and doubles its photoprotection of skin. J Invest Dermatol. 2005;125(4):826-832. doi:10.1111/j.0022-202X.2005.23768.x.
5. Wu Y, Zheng X, Xu XG, Li YH, Wang B, Gao XH, et al. Protective effects of a topical antioxidant complex containing vitamins C and E and ferulic acid against ultraviolet irradiation-induced photodamage in Chinese women. J Drugs Dermatol. 2013;12(4):464-468.
6. Janjua R, Munoz C, Gorell E, Rehmus W, Egbert B, Kern D, Chang ALS. A two-year, double-blind, randomized placebo-controlled trial of oral green tea polyphenols on the long-term clinical and histologic appearance of photoaging skin. Dermatol Surg. 2009;35(7):1057-1065. doi:10.1111/j.1524-4725.2009.01183.x
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