Antifungino uso veterinario, allestire itraconazolo in capsule con dosaggi specifici
L'itraconazolo è un agente antifungino che viene spesso utilizzato in ambito veterinario, dove la personalizzazione del dosaggio in base al peso dell'animale da trattare diventa di cruciale importanza. Questa molecola triazolica esplica la sua attività antifungina aumentando la permeabilità della membrana cellulare ed inibendo la crescita del microorganismo in modo dose-dipendente. L'attività fungistatica è dovuta all'interferenza del farmaco sulla sintesi dell'ergosterolo (fattore responsabile dell'integrità della membrana) attraverso inibizione del citocromo P450 fungino.
Esempio formulativo e dosaggi
Sembra che l'itraconazolo possieda, diversamente dal ketoconazolo, una scarsa affinità per il citocromo P450 dei mammiferi. Studi su animali hanno dimostrato l'attività del farmaco nei confronti di Aspergillus spp., Candida spp., Coccidioides immitis, Cryptococcus neoformans, Epidermophyton spp., Histoplasma capsulatum, Malassezia furfur, Paracoccidioides brasiliensis, Sporotrix schenckii, Trichophyton spp. Il dosaggio normalmente utilizzato è di capsule 5 mg/kg somministrato una volta al giorno per 2 settimane.
Esempio formulativo: Materiali: incapsulatrice, aspiratore per polveri, bilancia, mortaio pestello, cilindro graduato Itraconazolo 180mg Eccipiente qb Nel cilindro trasferire la quantità totale di eccipiente fino ad arrivare ad un volume confacente il tipo di capsule da impiegare. Ad esempio, per 100 capsule tipo 2 il cilindro dovrà arrivare a 30 ml. Si pesa a parte il principio attivo e quindi si leviga su mortaio in progressione geometrica con l'eccipiente precedentemente calcolato fino ad omogeneità. Dopo aver preparato l'incapsulatrice si procede quindi al riempimento delle capsule. Effettuare i controlli di uniformità di massa, tenuta della capsula, tenuta del contenitore primario e corretta compilazione dell'etichetta come da farmacopea.
Gli effetti collaterali più comunemente riportati
Gli effetti collaterali più comunemente riportati durante trattamento con itraconazolo sono a carico del sistema gastrointestinale. È stato dimostrato che nel ratto ci possono essere effetti embriotossici e teratogeni. L'aumento del pH gastrico ne riduce l'assorbimento, così come i farmaci induttori enzimatici (esp. fenobarbital). Viceversa, il farmaco può determinare l'aumento delle concentrazioni sieriche (e anche della tossicità) di ciclosporina, tacrolimus, rifabutina, terfenadina, astemizolo, digossina, midazolam, triazolam, alprazolam, ritonavir, felodipina e cisapride. Nel caso di prescrizione veterinaria, è richiesta REV.
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