veterinaria
24 Gennaio 2025Miltefosina ha un ampio spettro di proprietà antiparassitarie ed è il primo farmaco orale nell'arsenale terapeutico per la leishmaniosi

La miltefosina è un farmaco alchilfosfocolinico con un ampio spettro di proprietà antiparassitarie ed è il primo farmaco orale nell'arsenale terapeutico per la leishmaniosi. Viene usato principalmente per trattare la leishmaniosi nella sua forma cutanea, viscerale e mucosa: patologia causata dall’infezione di amebe come Naegleria fowleri e Balamuthia mandrillaris.
Questo farmaco è ora elencato come farmaco di base per il trattamento della leishmaniosi nell'elenco modello dei medicinali essenziali dell'Oms, in quanto un'indagine del 2005 ha concluso che la miltefosina è l'unico trattamento orale efficace per entrambe le forme di leishmaniosi.
La miltefosina agisce sulle amebe influenzando gli stadi promastigote e amastigote della specie: in particolare, interagisce con i lipidi, inibendo la citocromo c ossidasi e causando la morte cellulare simile all'apoptosi.
Oltre che per la leishmaniosi, studi su animali suggeriscono che la miltefosina potrebbe anche essere efficace contro Trypanosoma cruzi, il parassita responsabile della malattia di Chagas, così come verso vare tipologie di funghi e contro le varianti resistenti al metronidazolo di Trichomonas vaginalis, una malattia protozoaria.
In ambito veterinario, dove trova la più grande applicazione, la leishmaniosi è causata dal parassita Leishmania, trasmesso dai pappataci.
La Leishmaniosi è particolarmente complicata da diagnosticare in quanto si mostra in modo diverso a seconda della risposta immunitaria dell’animale colpito, dal decorso e da molti altri fattori ad oggi ancora poco chiari; inoltre, può avere una incubazione molto lenta che va dai 2-3 mesi fino a 4-6 anni.
A causa del continuo sollecitamento del sistema immunitario, l’animale colpito presenterà immunodepressione. I sintomi della malattia sono, solitamente, problemi dermatologici (noduli, ulcere, accrescimento eccessivo unghie, dermatiti, etc), dimagrimento e diminuzione dell’appetito, spossatezza. Ci possono essere anche dei problemi oculari (blefariti, cheratocongiuntiviti) e renali (glomerulonefrite, poliuria ed ematuria).
Il farmaco può infine essere utilizzato anche nel trattamento topico delle metastasi cutanee del cancro della mammella come soluzione al 6% da applicare 1-2 volte al giorno sulle parti interessate.
Materiali: bilancia, mortaio, pestello (o spatola e piastra per creme), DPI adeguati (Frasi di rischio H301, H319,H334, H361, H372)
Miltefosina 400mg (8mg/ml)
Pasta appetibile qb a 50ml
Pesare il quantitativo di principio attivo necessario per il volume di pasta richiesto. Inglobare con progressione geometrica l’attivo nella pasta. Inserire in contenitore apposito che permetta la fuoriuscita della quantità prescritta.
In questo caso, vista la varietà di specie animali che possono trovare è importante considerare il “gusto” dell’animale. Si può andare da una pasta allestita con derivato della cellulosa e aromatizzata secondo la specie, oppure, specie nel caso dei gatti, utilizzare delle paste composte da vaselina e malto liquido. Prestare attenzione durante l’allestimento alla quantità di aria inglobata che potrebbe alterare volume totale e pro/dose.
Si può considerare anche il tipo di somministrazione per facilitare il compito ai proprietari: oltre a miscelare la pasta con il cibo, si può (specie nei gatti) ipotizzare di spalmare la pasta sul pelo della zampa in modo da indurre il felino ad ingerire la pasta leccandosi la zampa.
In alternativa si possono realizzare delle capsule, sempre appetibili, dosando per ogni capsula in quantitativo richiesto dal veterinario.
Il dosaggio normalmente è di 2 mg/kg p.v., una volta al giorno per 28 giorni.
Gli effetti collaterali comuni includono vomito, dolore addominale, febbre e ridotta funzionalità renale.
Fonte:
International Journal of Antimicrobial Agents Volume 59, Issue 1, January 2022, 106459
Medicamenta
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