Galenica
03 Aprile 2026Il cannabidiolo in formulazioni ovuli, gel o creme viene utilizzato come supporto nella gestione del dolore e dell’infiammazione locale, e nella gestione del dolore e dell’infiammazione locale, grazie ad azioni antinfiammatorie, analgesiche e miorilassanti. e e miorilassanti.

Il cannabidiolo (Cbd) per uso vaginale trova impiego come coadiuvante nella gestione del dolore e dell’infiammazione a livello vulvovaginale e del pavimento pelvico, in particolare in condizioni come vulvodinia, dispareunia, endometriosi e ipertono muscolare pelvico. L’interesse per queste formulazioni — disponibili soprattutto come ovuli, gel o creme — è legato alle proprietà antinfiammatorie, analgesiche e miorilassanti del composto, che agisce localmente modulando i meccanismi della nocicezione e della risposta infiammatoria.
In questa formulazione è utilizzato soprattutto per il suo effetto antinfiammatorio, analgesico e rilassante muscolare a livello locale. Esercita i suoi effetti a livello vaginale attraverso la modulazione del sistema endocannabinoide (Ecs), presente nella mucosa genitale, nel tessuto connettivo e nel pavimento pelvico. Il Cbd non è un agonista diretto ad alta affinità dei recettori CB1 e CB2, ma agisce come modulatore allosterico negativo di CB1 e come modulatore funzionale del tono endocannabinoide, anche tramite l’inibizione dell’enzima FAAH (fatty acid amide hydrolase), con conseguente aumento dei livelli di anandamide.
Inoltre, il CBD interagisce con recettori non-cannabinoidi coinvolti nella nocicezione e nell’infiammazione, in particolare TRPV1 (Transient Receptor Potential Vanilloid 1), di cui è agonista funzionale: l’attivazione seguita da desensibilizzazione di TRPV1 contribuisce alla riduzione dell’ipersensibilità periferica. Sono stati descritti anche effetti su recettori 5-HT1A, PPAR-γ e canali ionici voltaggio-dipendenti, con potenziale contributo alla modulazione della trasmissione nocicettiva e alla regolazione della risposta infiammatoria.
Nel complesso, l’azione locale del Cbd si traduce in una riduzione della produzione di citochine pro-infiammatorie, una modulazione della sensibilizzazione periferica e un possibile effetto miorilassante indiretto sulla muscolatura liscia e striata del pavimento pelvico, meccanismi rilevanti nella gestione del dolore vulvovaginale e dell’ipertono pelvico.
Viene solitamente proposto sotto forma di ovuli vaginali, creme o gel intimi per trattare condizioni quali la dispareunia, endometriosi, vulvodinia e secchezza vaginale. Questo perché, grazie al suo meccanismo d’azione può aiutare a rilassare la muscolatura del pavimento pelvico, ridurre l’infiammazione locale diminuire il dolore da contrazione o irritazione. Gli studi clinici sono ancora limitati, benché promettenti, e quindi per l’utilizzo ci si basa spesso sulle evidenze preliminari o sull’esperienza clinica del terapeuta.
Esempio formulativo
Materiali: becher, bacchetta di vetro, bilancia, stampo per ovuli, bagnomaria
Cbd 10mg/ovulo
Peg 4000 60%
Peg 400 40%
Dopo aver accuratamente pesato il cannabidiolo necessario per la preparazione, si procede ad allestire la base per gli ovuli. Calcolare la quantità necessaria di eccipiente per riempire gli ovuli richiesti. Allestire una base con il 60% di PEG 4000 ed il 40% di PEG400 solubilizzandoli a bagnomaria fino ad avere un liquido omogeneo. Si procederà quindi a riempire 10 stampi di ovuli; una volta raffreddati, potremo aprire gli stampi e pesare gli ovuli. Il peso totale ci permetterà di calcolare la quantità di PEG4000 e PEG400 necessaria per la preparazione, con una semplice proporzione. Consigliato l’incremento di tutte le pesate (compreso il principio attivo) del 10-20% per compensare eventuali perdite durante la lavorazione. Importante miscelare il CBD precedentemente triturato nei PEG e mantenere in agitazione prima di riempire gli stampi per evitare fenomeni di precipitazione del principio attivo. Si controllerà l’uniformità di massa, dell’aspetto, il numero di unità posologiche e la tenuta del confezionamento.
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