Detrazioni sanitarie, disagi in farmacia dalle novità sulla tracciabilità. Ecco come gestire il cittadino
Detrazione delle spese sanitarie, il punto sugli acquisti in farmacia che richiedono sistemi tracciabili e sui consigli da dare all'utente per meglio gestire il passaggio
Non è priva di disagi per le farmacie la novità contenuta nella Manovra 2020 sulla detrazione delle spese sanitarie, che da quest'anno richiede l'utilizzo di sistema di pagamenti tracciabili, anche se sono diverse le eccezioni, tra cui farmaci e dispositivi medici. La denuncia arriva da Stefano De Carli, commercialista dello Studio Luce di Modena, che fa il punto su quali siano gli acquisti in farmacia che richiedono sistemi tracciabili e sui consigli da dare all'utente per meglio gestire il passaggio.
Tracciabilità delle detrazioni: la situazione in farmacia
La Manovra di fine anno, come si ricorderà, ha introdotto diverse novità per il settore e tra queste ha previsto la Tracciabilità delle detrazioni (commi 679-680), che subordina la fruizione della detrazione all'utilizzo di metodi di pagamento tracciabili. La disposizione, tuttavia, non si applica alle spese sostenute per l'acquisto di medicinali e di dispositivi medici e alle spese per prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, le quali rimangono detraibili anche se pagate in contanti. «Come ogni novità» spiega De Carli «nel momento in cui si parte presenta alcune piccole difficoltà, legate al cambiamento e al rodaggio. In particolare, a esserci segnalata è una situazione di confusione, legata, talvolta, anche a informazioni non del tutto corrette da parte dei cittadini che entrano in farmacia. A creare dubbi è soprattutto la differenziazione tra quegli acquisti tipici della farmacia che hanno la necessità di essere tracciabili e quelli per i quali non è richiesto. Se è vero infatti che il pagamento per medicinali e dispositivi medici può essere effettuato anche i contanti senza perdere la possibilità della detraibilità, questo non vale per tutto quanto è fuori da questa categoria. Pensiamo in particolare ai servizi erogati in farmacia, a test, ma anche al noleggio di strumentazione. Sono tutti acquisti che richiedono l'utilizzo di strumenti tracciabili, quali Pos o carte di credito».
I consigli da dare ai cittadini per evitare problematiche
Un altro dubbio che sta emergendo, continua, «riguarda la necessità o meno di indicare sul documento commerciale (l'ex scontrino fiscale) il metodo di pagamento. Si tratta di una richiesta che, secondo quanto ci è stato segnalato, arriva da diversi utenti. Per come è stata formulata al momento la norma - al netto di eventuali successive interpretazioni - l'indicazione non è in realtà un obbligo. Ma, certamente, poiché in caso di eventuali verifiche da parte dell'Agenzia delle Entrate l'utente dovrà essere in grado di esibire la prova che il pagamento sia avvenuto attraverso modalità tracciabili, è bene suggerire al cittadino di conservare, insieme a tutta la documentazione fiscale, anche la ricevuta dell'avvenuto pagamento via Pos o carta di credito. Un piccolo consiglio che rende la relazione con gli utenti più serena e soddisfacente. Così come - è il consiglio che stiamo dando alle farmacie seguite dal nostro studio - potrebbe essere utile, almeno in questa fase iniziale, ricapitolare in un cartello o attraverso altre modalità di informazione qualche esempio di quali siano le transazioni che possono essere effettuate con contanti e quali no».
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A cura di Redazione Farmacista33
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