Vaccini antinfluenzali, caos approvvigionamenti Regioni: incertezze e disomogeneità
L'approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali in Italia è disomogenea: in Lombardia non si sa quando arriveranno, in Puglia sono introvabili e il Friuli-Venezia Giulia ne ha acquistati più del solito
In Lombardia non si sa ancora quando arriveranno, in Puglia sono ancora introvabili, in Sardegna arriveranno questa settimana, mentre il Friuli-Venezia Giulia ne ha acquistati più del solito. Questi gli aggiornamenti battuti dalle agenzie stampa sui dati che descrivono una situazione molto disomogenea tra le regioni nell'approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali.
Regioni a macchia di leopardo
Le industrie assicurano che le fasce più a rischio saranno coperte ma resta il rischio che la campagna vaccinale possa partire più tardi del solito. Il problema riguarda la programmazione e le gare fatte a livello regionale per l'acquisto dei vaccini. In Lombardia, dove continua lo scontro tra Regione e Comune di Milano, l'1,5 milioni di dosi che sarebbero dovuto arrivare non arriveranno perché l'ultima gara bandita dalla Regione non è stata aggiudicata. Già da fine luglio il Pd lombardo aveva sollevato la questione del fallimento delle gare, e ora denuncia che alcuni operatori privati stanno promuovendo il proprio servizio di vaccinazione a pagamento a 50 euro a persona (contro gli 8-16 euro che si pagano in farmacia). Il Friuli-Venezia Giulia ha acquistato 100 mila vaccini in più, cioè 346 mila rispetto ai 246 mila dello scorso anno, un numero sufficiente a coprire il 75% dei soggetti a rischio. I vaccini sono in arrivo in Sardegna, dove il primo lotto dovrebbe essere recapitato entro il 10 ottobre, per far partire subito dopo la campagna vaccinale. Al momento il vaccino antinfluenzale è ancora introvabile nelle farmacie pugliesi, però entro il 15 ottobre la Regione Puglia dovrebbe consegnare 150mila dosi.
Industria: vaccino ci sarà per tutte le fasce a rischio
Tra incertezze e disomogeneità regionali, il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha tenuto a chiarire che il vaccino «ci sarà per tutte le fasce a rischio e raccomandate dallo Stato, perché le aziende hanno risposto alle gare regionali fornendo quello che è stato richiesto. C'è stato un incremento del 43% delle richieste - prosegue - e noi siamo stati in grado di soddisfarle, inizialmente bisognava rispondere alle gare pubbliche e le farmacie hanno lamentato una carenza di vaccini, è stato aperto un tavolo a cui lavorano ministero della Salute, Agenzia del farmaco, Regioni, industrie e farmacisti. Una parte di vaccini sta arrivando alle farmacie messa a disposizione dalle Regioni».
Racca: se non arrivano in farmacia ci sarà forte pressione su Ssn
E sulle scorte di vaccino per le fasce non a rischio, che lo comprano privatamente in farmacia è intervenuta la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca che ha fatto sapere che «la richiesta nelle farmacie è altissima, più degli altri anni e non far arrivare il vaccino nelle farmacie può creare altri problemi. Le farmacie hanno sempre dato un grandissimo supporto alla campagna vaccinale - avverte - ma se quest'anno non ce l'avranno, la pressione per il sistema sanitario pubblico e i medici di famiglia sarà molto maggiore». Resta comunque aperto il tema su quanti davvero si vaccineranno: e anche se molti più italiani pensano di farlo, secondo un'indagine della Doxa e della Università statale di Milano, il 60% non vuole farlo per il prossimo inverno e solo la metà accetterebbe un eventuale vaccino contro il Covid-19.
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A cura di Redazione Farmacista33
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