Ccnl, sindacati confederali ai Ministeri: situazione farmacisti è grave. Chiedono incontro
I farmacisti versano in una grave situazione: da anni è negato loro il diritto al rinnovo contrattuale e si dovrebbero caricare di nuove mansioni all'interno delle strategie anti Covid senza avere riconoscimenti
I lavoratori e le lavoratrici delle Farmacie private e speciali versano in una grave situazione. Non solo da anni è negato loro il diritto al rinnovo contrattuale, che permetterebbe un adeguamento salariale ormai irrimandabile, ma dopo mesi di impegno quotidiano, con grande sforzo di disponibilità da parte dei dipendenti, si sta affacciando l'ipotesi di attribuzione alle farmacie di un nuovo ruolo sanitario nelle strategie anti-Covid-19 che comporterebbe ulteriori mansioni e responsabilità di cui i farmacisti si dovrebbero far carico senza riconoscimenti. È questa la situazione che viene riportata in una lettera che le sigle confederali, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs, hanno indirizzato ieri al ministro della Salute, Roberto Speranza, e alla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, richiedendo un incontro per cercare di sbloccare le trattative.
La lettera ai Ministeri: «situazione grave». Negato il diritto al rinnovo contrattuale
«Desideriamo porre all'attenzione la grave situazione in cui versano i lavoratori e le lavoratrici delle Farmacie private e speciali» è il testo inviato ai Ministri. «In un momento cosiÌ drammatico per il Paese, in cui eÌ richiesto anche a questo comparto di assolvere alla funzione prioritaria di tutela della salute e presidio sanitario, le Associazioni datoriali persistono in un atteggiamento intransigente che nega il diritto al rinnovo della contrattazione collettiva nazionale di lavoro» per contratti che sono scaduti da 7 anni per le farmacie private e da 5 per le speciali. «Dopo mesi di grande impegno quotidiano, con grande sforzo di disponibilità da parte dei dipendenti, ora si affaccia anche l'ipotesi di attribuzione alle farmacie di un ulteriore presidio medico per lo svolgimento dei test sierologici. I lavoratori e le lavoratrici delle Farmacie sono pronti a continuare nella loro opera di impegno, professionalità e collaborazione nell'interesse generale, ma chiedono il giusto riconoscimento del proprio lavoro». Da qui la richiesta di «un incontro con i Ministeri per illustrare in modo più compiuto la situazione».
Irricevibili le richieste datoriali su permessi, flessibilità e straordinari
D'altra parte, come viene ricordato in una nota di ieri a firma delle tre sigle confederali, la trattativa è da troppo tempo «bloccata»: per quanto riguarda le farmacie private, la trattativa è ferma per le pesanti richieste di Federfarma: «ulteriore flessibilità negli orari di lavoro», fino a 50 ore settimanali, «e nelle forme di impiego, diminuzione delle indennità per il lavoro straordinario e subordinazione dell'aumento salariale» di 80 euro «alla soppressione dei permessi retribuiti». Mentre per quanto riguarda «le farmacie speciali (le ex municipalizzate) la trattativa è ferma con Assofarm, in quanto l'associazione datoriale è in attesa che si sblocchi la negoziazione con Federfarma».
Adeguamento salariale, nuove mansioni e sicurezza sul lavoro sono temi irrimandabili
Ma, intanto, fanno notare le sigle confederali, i dipendenti sono sempre più in difficoltà: «Occorre un riconoscimento salariale congruo, in relazione al tempo trascorso dall'ultimo aumento, all'impegno e alla professionalità espresse anche in occasione dell'attuale emergenza sanitaria». E tra i temi centrali per il rinnovo contrattuale, c'è anche «una classificazione del personale che dia risalto alla figura del farmacista e valorizzi la sua professionalità, l'introduzione della sanità integrativa per il settore che a oggi ne è privo» e «una rimodulazione dei diritti sindacali per le grandi aziende del settore e per le farmacie con pochi dipendenti». Importante, poi, «nel confronto, il tema della salute sui luoghi di lavoro - dal momento che le farmacie rappresentano, in molte realtà cittadine, il primissimo presidio sanitario per moltissimi cittadini -, nonché la questione dei tamponi e test sierologici che oggi si fa strada, pur in assenza di specifici protocolli che certifichino le regole sulla sicurezza anche per aspetti molto meno complessi». Si tratta di «restituire a tutti i farmacisti italiani diritti e tutele adeguate al momento attuale».
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A cura di Redazione Farmacista33
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