Bombole ossigeno a pazienti Covid, a Napoli accordo con Regione per acquisto e distribuzione in farmacie
In vista di un aumento di richieste Federfarma Napoli ha finanziato l'acquisto aggiuntivo di bombole di ossigeno messe a disposizione dalle farmacie esclusivamente ai pazienti Covid
In vista di un eventuale aumento di richieste di bombole di ossigeno terapeutico, in relazione alle cosiddette ondate della pandemia Covid-19, per prevenire una possibile carenza Federfarma Napoli ha finanziato l'acquisto di un lotto di contenitori del gas messo a disposizione della Regione Campania con la quale è stato stipulato un accordo in virtù del quale, in caso di carenza le bombole saranno messe a disposizione della cittadinanza attraverso le farmacie di Napoli e provincia. Si tratta di un quantitativo che va ad aggiungersi a quelle già nel circuito ordinario di distribuzione e sono destinate solo ed esclusivamente ai pazienti Covid.
Iorio: non c'è urgenza ma si intravedono le criticità
Si tratta di un'iniziativa che gioca d'anticipo, in quanto «la situazione è ancora situazione è ancora sotto controllo tranne qualche isolato episodio - come spiega Riccardo Mario Iorio, presidente di Federfarma Napoli - e resta valido l'invito alla cittadinanza a un maggior senso civico, restituendo le bombole inutilizzate in farmacia, e a non cercare di accaparrarsele per la fobia di rimanere senza. L'ossigeno, è bene ribadirlo, non manca e non mancherà mai: soltanto le bombole, se non restituite o inutilmente conservate, possono essere carenti». Iorio sottolinea che «con questa ulteriore "scorta" e la collaborazione dei cittadini, siamo fiduciosi di poter prevenire eventuali carenze che, per fortuna, al momento non si registrano. I contenitori saranno gestiti, per il tramite di Federfarma Napoli, da una ditta che si occupa della distribuzione di ossigeno; nel caso in cui si registrassero mancanze nel circuito ordinario, le farmacie potranno chiedere di attingere da questo "lotto di riserva" destinato a casi di emergenza».
Santagada: servono database aggiornati
A riportare il quadro in modo analogo è anche Vincenzo Santagada, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Napoli: «Non è la situazione allarmante dei mesi scorsi ma s'intuisce il pericolo, per questo occorre prepararsi in tempo. Ma si intravedono le prime criticità - riporta Santagada -. Ho fatto una ricognizione con alcuni colleghi e mi confermano come da qualche giorno è aumentata la richiesta di bombole. Così come è cresciuta la richiesta dei saturimetri. E lo stesso vale per i tamponi antigenici nelle strutture che lo praticano: da 30-35 in media che se ne facevano al giorno, in questo fine settimana c'è stata un'impennata e si è arrivati a 70. Parliamo del doppio della richiesta. Stesso discorso per alcuni farmaci specifici necessari alla cura Covid. È il segnale che l'epidemia sta avanzando da qualche giorno a questa parte». Per ovviare, secondo Santagada si dovrebbe creare «database aggiornato per favorire il turn over delle bombole e quindi, non dopo un paio di settimane ma dopo qualche mese bisogna richiamare le famiglie per riconsegnare le bombole in farmacia o se ne immette sul mercato un maggior numero per far fronte ad ogni evenienza».
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A cura di Redazione Farmacista33
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