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21 Aprile 2026

Donne più esposte ai disturbi ma competenti nella gestione della salute: il 78,8% ricorre ai farmaci da banco

Presentati alla conferenza di Assosalute per la Giornata nazionale della salute della donna i dati del Rapporto Assosalute-Censis: il 93,9% delle donne ha avuto almeno un disturbo nell’ultimo anno e mostra elevati livelli di consapevolezza sanitaria. Centrale il ruolo dell’automedicazione responsabile e della farmacia come presidio di prossimità.

di Redazione Farmacista33


Donne più esposte ai disturbi ma competenti nella gestione della salute: il 78,8% ricorre ai farmaci da banco

Le donne sono più esposte ai piccoli disturbi di salute, ricorrono frequentemente ai farmaci da banco per gestirli e mostrano livelli elevati di competenza e consapevolezza nella cura quotidiana. È questo il quadro che emerge dai dati del Rapporto Assosalute-Censis “Donne e automedicazione responsabile”, presentati nel corso della conferenza organizzata da Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica – in occasione della Giornata nazionale della salute della donna che si celebra in Italia il 22 aprile di ogni anno per sensibilizzare sulla prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure femminili.

Il peso dei disturbi sulla qualità della vita femminile

Secondo i dati illustrati durante l’incontro, il 93,9% delle donne ha sofferto di almeno un piccolo disturbo nell’ultimo anno e il 75,7% di almeno due, una maggiore esposizione rispetto agli uomini che, tuttavia, non si traduce in fragilità ma in esperienza e capacità di gestione della salute. Le donne, convivendo più frequentemente con questi disturbi, sviluppano infatti una conoscenza più approfondita della propria salute e una maggiore capacità di utilizzo appropriato dei farmaci di automedicazione.  

I piccoli disturbi incidono concretamente sulla vita quotidiana delle donne. Oltre la metà dichiara infatti un impatto negativo sulla qualità della vita. A questo si aggiunge il tema dei dolori mestruali, che riguardano il 91,8% delle donne e incidono negativamente nel 71% dei casi, confermando come il benessere femminile sia ancora oggi condizionato da fattori spesso sottovalutati nelle politiche sanitarie. 

In questo scenario, l’automedicazione si conferma una risorsa fondamentale per la gestione dei disturbi minori e per la continuità delle attività quotidiane.

Automedicazione e autonomia nella gestione della salute

Il ricorso ai farmaci da banco è ampiamente diffuso: il 78,8% delle donne dichiara di utilizzare farmaci di automedicazione e, per quasi l’80%, questi rappresentano un aiuto concreto nella vita quotidiana. Grazie a tali strumenti terapeutici, le donne riescono a mantenere attive le proprie responsabilità personali, familiari e professionali. 

Il dato evidenzia come l’automedicazione responsabile sia parte integrante della cultura sanitaria e della gestione della salute nella popolazione femminile.

Elevata consapevolezza sanitaria e ruolo dei professionisti

Il rapporto mette in luce anche livelli elevati di attenzione e responsabilità nella gestione dei farmaci. In particolare, il 93,1% delle donne legge il foglietto illustrativo, il 90,3% controlla le scadenze e l’88,2% si rivolge al medico se il disturbo non passa, segno di un approccio informato e prudente alla salute.
Questo percorso di gestione responsabile dei disturbi avviene spesso con il supporto dei professionisti sanitari del territorio: le donne, infatti, si prendono cura della salute propria e dei familiari con il supporto in prima istanza del farmacista e poi del medico di famiglia, confermando il ruolo della farmacia come primo punto di orientamento per i bisogni di salute quotidiani.

I dati sottolineno come le donne svolgano un ruolo centrale nella gestione della salute non solo personale, ma anche dell’intero nucleo familiare, inclusi figli e familiari anziani, contribuendo in modo significativo al funzionamento del Servizio sanitario nazionale e alla sostenibilità del sistema.

Tecnologia e informazione: uso dell’IA con approccio prudente

Un ulteriore elemento emerso riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali per la ricerca di informazioni sanitarie. Il 47,5% delle donne utilizza strumenti di intelligenza artificiale per ottenere informazioni su piccoli disturbi e farmaci di automedicazione, ma con un livello di fiducia inferiore rispetto agli uomini, a conferma di un approccio più selettivo e prudente.

Secondo i dati presentati, l’intelligenza artificiale viene utilizzata come supporto informativo, ma senza sostituire il confronto con i professionisti sanitari, in particolare farmacista e medico di medicina generale, che restano punti di riferimento nella gestione appropriata della salute. 

Prevenzione, educazione sanitaria e alleanza territoriale

La salute delle donne rappresenta un tema anche sociale ed economico, poiché incide direttamente sul benessere delle famiglie e della collettività. L’attenzione alla salute femminile emerge come elemento chiave per la sostenibilità del sistema sanitario e per lo sviluppo di modelli di sanità territoriale basati sulla prossimità e sulla responsabilizzazione dei cittadini. In questa prospettiva, l’educazione sanitaria, la prevenzione e la collaborazione tra professionisti della salute e cittadini sono leve strategiche per rafforzare la consapevolezza e l’autonomia nella gestione della salute.

Lo ribadisce Marta Schifone, componente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati: “Le farmacie e i medici di medicina generale costituiscono un presidio territoriale essenziale del nostro sistema sanitario, garantendo prossimità e continuità assistenziale. In questo contesto, emerge con particolare evidenza il ruolo delle donne, che si confermano protagoniste nella gestione della salute non solo personale, ma dell’intero nucleo familiare”.

Un richiamo diretto al ruolo della farmacia come primo punto di riferimento per le donne è arrivato da Angela Margiotta, presidente di Farmacista Insieme: “La farmacia è spesso il primo presidio di prossimità a cui le donne si rivolgono, il primo spazio in cui emerge un bisogno, una fragilità o una richiesta di orientamento. In questo senso il ruolo del farmacista è fondamentale per accompagnare scelte di automedicazione corrette e consapevoli”.

Nel dibattito è stato inoltre evidenziato come la collaborazione tra medico di medicina generale e farmacista rappresenti già oggi uno strumento concreto per intercettare precocemente i bisogni di salute e accompagnare i cittadini nei percorsi di cura, rafforzando la rete territoriale e la tutela della salute, in particolare della popolazione femminile.

A sottolineare la dimensione sociale e spesso invisibile del contributo femminile alla salute è stata anche Annalisa Mandorino, segretario generale di Cittadinanzattiva: “Le donne svolgono da sempre un ruolo fondamentale come informatrici di prossimità e come presidio quotidiano di salute dentro le famiglie e nelle comunità, soprattutto nei contesti più fragili. Questo contributo è enorme, ma troppo spesso resta invisibile o viene dato per scontato”.

“Le donne sono oggi protagoniste di un modello evoluto di gestione della salute: più esposte ai disturbi, ma anche responsabili” ha dichiarato Michele Albero, presidente Federchimica-Assosalute. “Proprio l’esperienza al femminile nell’approccio alla cura evidenzia come l’automedicazione correttamente utilizzata sia uno strumento cruciale di salute quotidiana e un mezzo fondamentale per esercitare in modo corretto la propria autonomia anche su un tema importante come quello del proprio benessere”. 

TAG: GIORNATA DELLA SALUTE DELLA DONNA, AUTOMEDICAZIONE, FARMACI DA BANCO, ASSOSALUTE

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