Vaccinazioni in farmacia, Veneto recepisce accordo. FarmacieUnite: criticità in vincoli e paletti
In Veneto le farmacie che somministreranno il vaccino anti-Covid saranno divise in due categorie: quelle con potenziale minimo di 50 vaccini e con potenziale maggiore di 100 vaccini a settimana
In Veneto le farmacie che potranno somministrare il vaccino anti-Covid saranno suddivise in due cluster: quelle con potenziale minimo fino a 50 vaccini e farmacie con potenziale maggiore di 100 vaccini a settimana. È previsto un contributo di 10,50 euro a vaccino e un contributo una tantum di 200 euro riconosciuto all farmacie che raggiungeranno le 200 vaccinazioni eseguite. Questi i termini con cui la Regione Veneto ha recepito l'accordo quadro nazionale per le vaccinazioni in farmacia, presentati ieri alle associazioni di categoria in una video chiamata convocata per definire i diversi aspetti operativi ed economici. Tra le altre cose, è stato definito che i pazienti che potranno essere vaccinati in farmacia sono quelli senza problematiche nella scheda anamnestica e che ogni Asl stabilirà le modalità del tutoraggio ai farmacisti vaccinatori.
Escluse piccole farmacie meno strutturate
Secondo il sindacato autonomo FarmacieUnite, i vincoli e i requisiti posti dalla Regione che oggi dovrebbe deliberare in merito in Giunta, presentano delle criticità. In particolare, la decisione sui cluster. Secondo il sindacato porre come limite minino il potenziale di 50 vaccini a settimana, "esclude di fatto le piccole farmacie, con poco personale e in località con bassa densità abitativa e che potrebbero dedicare non più di qualche ora alla settimana per vaccinare i propri pazienti. Con questa scelta si sono avvantaggiate le farmacie di grandi dimensioni, con personale numeroso e che possono dedicare una risorsa praticamente a tempo pieno per effettuare i vaccini". L'altra criticità "su cui FarmacieUnite non si trova d'accordo è che il budget destinato alla realizzazione delle vaccinazioni in farmacia (sia per contributo di 10,50 euro a vaccino sia quello una tantum di 200 euro previsto per le farmacie che raggiungeranno le 200 vaccinazioni eseguite) sarà decurtato dai fondi destinati alla farmacia dei servizi. In sostanza, nuovamente, si avvantaggiano le farmacie più strutturate utilizzando fondi destinati alla quasi totalità delle farmacie per destinarli a poche farmacie".
Gariboldi: accettare ancora una volta la sfida per dare servizio a cittadini
«Circa il 65% delle farmacie aderenti a FarmacieUnite ha dato disponibilità a organizzare punti di vaccinazione presso le stesse farmacie o altri locali idonei per la somministrazione delle dosi, partecipando alla formazione predisposta dall'Istituto Superiore della Sanità e confermando grande disponibilità sia verso il Ssn che verso i clienti. Ora si ritrovano di fronte a un accordo che presenta molte criticità per i vincoli fissati dalla Regione Veneto e che preclude di fatto il coinvolgimento delle farmacie meno strutturate - commenta il presidente di FarmacieUnite Franco Gariboldi -. In ogni caso, FarmacieUnite chiede a tutte le farmacie che possono, di accettare ancora una volta la sfida in un'ottica di valorizzazione della professione e di servizio al cittadino e per non precludere a priori possibili miglioramenti dell'accordo».
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A cura di Redazione Farmacista33
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