Ricarico prezzi, Antitrust: oltre il 100% è pratica commerciale scorretta e sanzionabile
Applicare un ricarico superiore al 100% sul prezzo di gel igienizzanti e mascherine è una pratica commerciale scorretta e punibile con sanzione. Il procedimento dell'Antitrust
Applicare un ricarico superiore al 100% sul prezzo di acquisto di prodotti, quali gel igienizzanti e mascherine facciali, divenuti essenziali per la prevenzione del contagio dal virus Sars-CoV-2 è una pratica commerciale scorretta e punibile con una sanziona amministrativa, come accaduto a un farmacista che aveva rincarato il prezzo del gel per le mani a un prezzo "significativamente più elevato del costo di acquisto, che ha prodotto un markup rispetto al costo di acquisto quantificato nel 148,8%". A stabilirlo è un procedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Ispezioni della Guardia di Finanza: prezzi diversi a beni identici
Il caso risale a un'ispezione del Nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza eseguita a marzo 2020: con il procedimento istruttorio dell'Antitrust è stata ipotizzata la scorrettezza della condotta commerciale di "applicazione "di prezzi di vendita diversi a beni identici e appartenenti agli stessi lotti di mascherine facciali e gel igienizzanti, nonché l'applicazione di una elevata percentuale di ricarico rispetto al prezzo di acquisto" considerata "una forma di sfruttamento indebito della grave situazione di emergenza sanitaria in atto e delle limitazioni alla mobilità imposte dalle autorità governative tale da alterare la capacità di valutazione del consumatore". Secondo la GdF emergeva "l'applicazione di una percentuale di ricarico (mark-up), compresa tra il 138% e il 262% per le confezioni del gel igienizzante da 1 lt. e superiore al 100% per le mascherine e le confezioni di gel igienizzante da 0,75 ml".
Il farmacista: assenza di riferimenti precisi nel gestionale della farmacia
Il farmacista, si legge nel provvedimento dell'Antitrust, da una parte ha presentato lo studio di settore dell'Agenzia delle Entrate relativo all'attività economica delle farmacie, in cui risulta che la soglia minima di ricarico rilevante per il professionista è 1,321, mentre quella massima è in ogni caso pari a 2. "Tali soglie equivalgono ad un mark-up percentuale minimo del 32,1% e ad un mark-up percentuale massimo del 100%". Dall'altra ha segnalato "l'assenza di riferimenti precisi nel gestionale della farmacia avrebbe portato gli addetti alle vendite a scegliere diverse descrizioni dei prodotti e a imputare manualmente sui registratori di cassa prezzi di entità differente. L'avvenuta applicazione di prezzi differenti sarebbe quindi da ricondurre ad un mero errore materiale". Inoltre, secondo il professionista "i prezzi praticati - peraltro in epoca antecedente alla fissazione del prezzo "calmierato" per le mascherine chirurgiche - sarebbero in linea con la dinamica commerciale del momento e con i ricarichi medi indicati negli Studi di settore dell'Agenzia delle Entrate riguardanti le farmacie".
Antitrust: mancanza di diligenza professionale non è un'attenuante
Nelle conclusioni, l'Antitrust ammette che professionista potrebbe essere effettivamente incorso in un mero errore materiale nell'imputazione dei prezzi delle mascherine e delle confezioni di gel igienizzante da 1 lt., "errore legato principalmente alla circostanza del mancato censimento di alcuni di detti prodotti nella banca dati Federfarma e quindi nel gestionale della farmacia". in questo caso il relativo markup percentuale medio rispetto al costo di acquisto risulta coerente con le previsioni degli Studi di settore relativi all'attività economica delle farmacie secondo cui il ricarico percentuale, rispetto ai costi, può essere compreso tra il 32% e il 100%". Invece, per le confezioni da 75 ml di gel mani, dalla documentazione "è emerso che nella banca dati Federfarma erano presenti la descrizione del prodotto e un prezzo al pubblico indicativo e non vincolante. Nonostante la presenza di dette indicazioni, il professionista ha applicato un prezzo al pubblico non costante e, soprattutto, significativamente più elevato del costo di acquisto, che ha prodotto un markup rispetto al costo di acquisto quantificato nel 148,8%". In questo caso, quindi, l'Antitust ha confermato la violazione del Codice del Consumo e ha sottolineato che "le evidenze raccolte indicano che il professionista non ha esercitato la diligenza professionale necessaria ad evitare che ai consumatori fossero praticati prezzi elevati e non giustificati dai costi di acquisto per un prodotto divenuto di prima necessità quale il gel disinfettante in confezioni portatili da 75 ml e ha, quindi, sfruttato indebitamente il condizionamento derivante dal timore del contagio e dalla necessità di approvvigionarsi di gel disinfettanti" e ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria di 5.000 euro.
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A cura di Redazione Farmacista33
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