contratto di lavoro farmacisti
17 Aprile 2026Conasfa esprime soddisfazione per la partecipazione allo sciopero del 13 aprile e chiede un adeguamento del contratto nazionale proporzionato alle competenze e alle responsabilità dei farmacisti collaboratori. L’associazione sollecita l’apertura di un tavolo di trattativa e avverte che la mobilitazione potrebbe proseguire

Lo sciopero del 13 aprile lancia un messaggio “inequivocabile: la misura è colma”. I farmacisti chiedono l’adeguamento del Ccnl “realmente proporzionato alle competenze richieste” e la concreta valorizzazione del ruolo, oggi “sminuito e inquadrato in una categoria contrattuale che non rispecchia minimamente le reali responsabilità”. Lo afferma Conasfa, che sottolinea come, pur esercitando il diritto allo sciopero, il disagio per i cittadini sia stato contenuto grazie “all’etica e alla professionalità dei collaboratori”.
Conasfa, associazione che rappresenta i farmacisti non titolari, con riferimento al dato di adesione del 70% diffuso dalle sigle sindacali confederali, “esprime profonda soddisfazione e orgoglio per la straordinaria partecipazione allo sciopero nazionale”, che considera un “dato clamoroso e senza precedenti per una categoria che, in tutta la sua storia, è al secondo sciopero”.
Un “silenzio mantenuto per troppo tempo per puro senso di responsabilità verso i cittadini” - aggiunge - “è stato finalmente rotto”. E ribadisce che “se il disagio per il cittadino è stato contenuto il merito è sicuramente dell’etica e della professionalità dei collaboratori”.
Per Conasfa “questa mobilitazione lancia un messaggio inequivocabile: la misura è colma” e “se da parte di Federfarma non ci sarà un cambio di rotta immediato, con l'apertura a un tavolo di trattativa serio e rispettoso del nostro ruolo, la giornata del 13 aprile rappresenterà solo l'inizio di una lunga e decisa mobilitazione”.
I farmacisti collaboratori, aggiunge, “nonostante siano polverizzati in 20.000 farmacie, hanno compreso di essere una categoria e che solo uniti possono ottenere il riconoscimento del proprio valore”.
L’associazione ribadisce la richiesta “a gran voce di un adeguamento del Contratto nazionale che sia realmente proporzionato alle competenze richieste e una concreta valorizzazione del ruolo del farmacista collaboratore”. Oggi, afferma, “il nostro lavoro viene costantemente sminuito e inquadrato in una categoria contrattuale che non rispecchia minimamente le reali responsabilità sanitarie, gestionali e sociali che ci assumiamo ogni giorno”. E giudica gli aumenti proposti fino a oggi da Federfarma “ridicoli e inaccettabili” e “un vero e proprio non riconoscimento nei confronti di una figura professionale indispensabile”.
“Parliamo di professionisti laureati che operano quotidianamente in farmacia con dedizione assoluta, proattività e una disponibilità costante, garantendo un servizio essenziale e rappresentando molto spesso il primo e più accessibile presidio sanitario sul territorio”, scrive Conasfa, che avverte come i farmacisti collaboratori non siano più “disposti ad accettare che il nostro impegno, la nostra formazione e la nostra volontà vengano ‘sviliti’ con proposte irricevibili che mortificano la nostra dignità lavorativa”. Il rinnovo del contratto - conclude la nota - “non è una concessione, ma un diritto non più rinviabile, e deve tradursi in un riconoscimento tangibile, sia dal punto di vista economico che professionale”.
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