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25 Giugno 2021

Conferenza Regioni, Fedriga: Pnrr occasione storica


L'intervento del presidente della Conferenza Regioni al Quirinale: maggiore coinvolgimento delle Regioni nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un'occasione storica che rilancia sotto una luce nuova anche l'idea stessa di Europa, ma soprattutto fornisce strumenti immediati ed efficaci per garantire alle giovani generazioni le condizioni per un futuro migliore, come suggerisce il nome stesso del programma dell'Unione, e per rimettere rapidamente in moto le economie europee. Per questo abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio, anche recentemente, un coinvolgimento ed un ruolo attivo delle Regioni ora che il Piano entra nella fase più importante, quella delle scelte, trovando la "massima attenzione da parte del Governo». Così Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, di fronte a Sergio Mattarella, in occasione del quarantesimo anniversario della Conferenza.

Un'offerta di ampia collaborazione

Non si tratta di una rivendicazione sindacale, tiene a precisare Fedriga, «ma piuttosto un'offerta di ampia e leale collaborazione istituzionale nella consapevolezza che impegnarsi in una sfida e in una opportunità eccezionali - calendarizzando e implementando in poco tempo investimenti per oltre 200 miliardi - comporti non solo la condivisione con le autonomie, ma anche l'impegno fermo, determinato e costante delle Regioni e degli enti locali. È certamente indispensabile una regia nazionale, ma occorre anche una visione chiara, Regione per Regione, degli interventi necessari per i singoli territori, verificando e incrociando gli investimenti con la programmazione regionale per rendere ogni azione più spedita, più efficace. Basti pensare alle risorse per la sanità e per l'edilizia scolastica, ma anche per la digitalizzazione, o per la transizione ecologica, settori chiave per il futuro sviluppo delle Regioni. Occorre poi un lavoro di squadra per semplificare le norme, per accelerare le procedure, per creare le sinergie con i territori, prima interfaccia delle istituzioni con i cittadini del nostro Paese. Non dobbiamo infatti dimenticare che accanto alle risorse del Pnrr, partono anche le programmazioni regionali e nazionali per l'utilizzo dei fondi europei per i prossimi 7 anni, altri 43 miliardi di euro».

Durante l'emergenza

L'intervento di Fedriga ripercorre il cammino della Conferenza in questo ultimo anno e oltre di pandemia, all'insegna della collaborazione istituzionale: «Man mano che passavano le settimane ed i mesi, da un lato abbiamo attivato sul territorio consistenti misure di sostegno per le categorie che giorno dopo giorno stavano pagando il prezzo delle necessarie restrizioni e delle inevitabili sospensioni delle loro attività, dall'altro abbiamo lavorato affinché il Governo attivasse, il prima possibile, una efficace politica di ristori, come poi avvenuto. Ci siamo impegnati tutti insieme, affinché nel momento in cui l'andamento epidemiologico lo avesse consentito si cercassero le condizioni per le riaperture e la ripresa delle attività. Con questo spirito costruttivo abbiamo approvato le "linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali" condividendo con il Governo l'esigenza di percorrere insieme questa strada. Non lo abbiamo fatto certo per protagonismo, per egoismo territoriale, ma per rispondere agli appelli dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese, per ridare fiducia alle famiglie, per consentire un ritorno alla vita ordinaria, sia pur nel rispetto delle necessarie regole di prevenzione». L'accusa alle Regioni di avere proceduto in ordine sparso? Falsa, in realtà «sono state le Regioni a chiedere - sempre, in ogni frangente - regole comuni, chiare e trasparenti per proseguire all'unisono in questa battaglia. Se oggi il Paese viaggia nella campagna vaccinale agli stessi ritmi - se non in alcuni casi migliori - degli altri Paesi europei lo si deve prima di tutto agli operatori sanitari e ai volontari, ma anche allo sforzo organizzativo dei diversi servizi sanitari regionali».

TAG: CONFERENZA DELLE REGIONI, FONDI SANITARI, COVID-19

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