Pillola del giorno dopo, Smic: modificare Farmacopea perché sia sempre disponibile in farmacia
Per garantire la reperibilità dei farmaci per la contraccezione di emergenza è necessario che vengano considerati una categoria a sé stante all'interno della Farmacopea
Per garantire, con piena certezza, la reperibilità in ogni farmacia dei farmaci per la contraccezione di emergenza, è necessario che vengano considerati una categoria a sé stante all'interno della Farmacopea, e non un sottogruppo di contraccettivi sistemici ormonali. A chiedere al Ministero della Salute la modifica della Tabella 2 della Farmacopea Ufficiale, che elenca i medicinali indispensabili da tenere obbligatoriamente in farmacia, è la Società medica italiana per la contraccezione (Smic).
C'è un impegno del Governo sulla modifica
In un comunicato stampa Emilio Arisi, presidente della Smic lancia un appello: «La contraccezione di emergenza dovrebbe essere sempre disponibile in ogni farmacia e consegnata ogni volta che una donna la richieda. Purtroppo, ciò non avviene, nonostante le rassicurazioni delle associazioni dei farmacisti. Per garantire, con piena certezza, la sua reperibilità in ogni farmacia, è necessario che venga considerata una categoria a sé stante all'interno della Farmacopea, e non un sottogruppo di contraccettivi sistemici ormonali» Arisi ricorda l'impegno preso dal Governo Conte I nel 2019 quando, rispondendo a una interrogazione parlamentare, l'allora sottosegretario alla Salute Luca Coletto aveva affermato la volontà dell'Esecutivo di modificare la Farmacopea in questa direzione, "ma a distanza di più di due anni tutto è ancora fermo e l'annunciata modifica della Farmacopea con l'inserimento della contraccezione di emergenza tra le categorie di farmaci da tenere obbligatoriamente in farmacia è ancora al palo". Da qui la richiesta di Arisi per «un intervento deciso da parte del Ministero della Salute per evitare che le donne siano costrette a passare da una farmacia all'altra per reperire un farmaco la cui efficacia è tanto più elevata quanto più venga assunto vicino al rapporto sessuale presunto a rischio di gravidanza indesiderata».
Strumento farmacologico di pronto soccorso
«La contraccezione di emergenza non è un contraccettivo genericamente inteso, è una categoria a parte - ha spiegato il presidente Smic - è uno strumento farmacologico di emergenza, cioè di pronto soccorso, utilizzabile allo scopo di evitare gravidanze non desiderate nei casi in cui il ricorso ad un metodo contraccettivo tradizionale fallisca o venga dimenticato, oppure quando la donna subisca un rapporto sessuale non voluto. La sua efficacia è tanto più elevata quanto più la sua assunzione avvenga vicino al rapporto sessuale non protetto, e può arrivare al 95% di protezione. Lo stesso Ministro della Salute nelle sue relazioni sulla interruzione volontaria di gravidanza, pubblicate negli ultimi anni, sottolinea il ruolo dell'utilizzo della contraccezione di emergenza nella decisa riduzione dell'aborto volontario in Italia, ed in particolare della sua forma più efficace costituita dall'ulipristal acetato (UPA), conosciuta anche come pillola dei cinque giorni dopo».
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A cura di Redazione Farmacista33
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