Cannabis terapeutica, Ministero: invio Pec non sostituisce presentazione ricetta in farmacia
I medicinali prescritti con ricetta magistrale come la Cannabis per uso medico, sono esclusi dalla possibilità di usare la ricetta dematerializzata. Le indicazioni del Ministero
I medicinali prescritti con ricetta magistrale, in quanto sprovvisti di numero di Aic, e dispensati dietro presentazione in farmacia di prescrizioni magistrali sono esclusi dalla possibilità di usare la ricetta dematerializzata, e l'invio della ricetta a mezzo Pec non può sostituire la presentazione della ricetta originale in farmacia. Questa, in sintesi la risposta del Ministero alla richiesta di chiarimenti di alcuni Enti che include alcune precisazioni in merito all'invio in farmacia tramite Pec di prescrizioni magistrali di Cannabis per uso medico, da parte di medici e pazienti.
Le regole per usare la ricetta Dem e la Rev
Il Ministero richiama le regole vigenti sulla dematerializzazione delle prescrizioni mediche prevista esclusivamente per i medicinali registrati con numero di Aic assegnato dall'Aifa ma anche le modalità semplificate adottate nella fase emergenziale da Covid "per consentire rapporti fluidi tra medici, assistiti e farmacie e l'individuazione di differenti ed ulteriori canali, e adottate misure atte a limitare la circolazione dei cittadini attraverso il più ampio utilizzo della ricetta dematerializzata". In particolare, ricorda che l'invio del "promemoria" dematerializzato della ricetta elettronica alla casella di posta personale indicata dal paziente al medico, "deve essere in forma di allegato". Sono esclusi dalla dematerializzazione tutti i medicinali prescritti con ricetta magistrale in quanto sprovvisti di numero di Aic, dispensati dietro presentazione in farmacia di prescrizioni magistrali redatte secondo la normativa vigente da trattenersi da parte del farmacista all'atto della dispensazione. Per quanto riguarda la dematerializzazione delle ricette veterinarie, sono altresì esclusi dalla dematerializzazione con Rev (ricetta elettronica veterinaria) i medicinali contenenti stupefacenti e i medicinali prescrivibili con ricetta magistrale secondo le disposizioni della normativa vigente.
Uso della Pec non previsto per trasmissione ricette
Per quanto riguarda la Pec, il Ministero sottolinea che si tratta di uno strumento "per le comunicazioni tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese e viceversa. Non è previsto dalla normativa vigente in materia di digitalizzazione l'impiego della Pec tra soggetti diversi". E precisa che la "trasmissione, da parte di un medico, di una ricetta con Pec non garantisce al farmacista che analogo invio non sia stato fatto ad altra farmacia, pertanto tale procedura, non prevista dal Cad (Codice dell'amministrazione digitale), non può sostituire la presentazione della ricetta originale in farmacia, fatto salvo quanto già riportato sopra sulla dematerializzazione delle ricette".
Dispensazione di medicinali a base di stupefacenti
Infine, il Dicastero, con riferimento alla dispensazione di medicinali a base di sostanze stupefacenti, osserva che la normativa (comma 4 dell'articolo 45 del D.P.R. 309/90), prevede che la dispensazione dei medicinali di cui alla tabella dei medicinali, sezioni B e C, è effettuata dal farmacista dietro presentazione di ricetta medica da rinnovarsi volta per volta. Il farmacista appone sulla ricetta la data di spedizione e il timbro della farmacia e la conserva tenendone conto ai fini del discarico dei medicinali sul registro di entrata e uscita. In base all'art. 45, comma 5, del D.P.R. 309/90, la ricetta, all'atto della dispensazione del medicinale, deve essere ritirata da parte del farmacista e conservata per due anni. Sul tema, una circolare della Fofi, invita i farmacisti a evitare "anche se in buona fede, espletino attività non conformi al quadro normativo sopra delineato", e raccomanda "di verificare che eventuali informazioni contrarie alle indicazioni istituzionali non vengano diramate, nonché di vigilare sul rispetto della normativa vigente sempre consultabile sul sito del Ministero della salute".
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A cura di Redazione Farmacista33
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