Tamponi e Green Pass, controlli a campione dei Nas anche in farmacie. I meccanismi fraudolenti e i rischi segnalati
Tamponi e Green Pass, i Nas procedono con controlli a campione anche nelle farmacie. Ecco i meccanismi fraudolenti e i rischi segnalati
Una persona positiva al Covid-19 si reca in vari punti tamponi con tessere sanitarie di altri per certificare l'infezione e far ottenere, dopo dieci giorni e tampone positivo, un green pass da guarigione, evitando così la vaccinazione. È uno dei meccanismi fraudolenti dei cosiddetti "furbetti del Green Pass" - con tanto di annunci su alcuni social per cifre riscontrate anche intorno a 2-300 euro - che da tempo è stato segnalato e che, in questi giorni, ha visto una serie di controlli da parte dei Nas, in varie parti d'Italia.
La campagna di controlli a campione dei Nas. Rilevati diversi "falsi positivi"
"Sono in corso controlli dei Nas in tutto il nord Italia su farmacie e punti tamponi" di laboratori, ma anche drive trough, ha detto ai microfoni di Radio Rai il comandante del gruppo tutela della salute dei carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli. In particolare, spiega, "sono 11 le squadre dei Nas impegnate, con controlli a campione, in corso da alcuni giorni", che, partiti dalla Lombardia, si sono estesi anche ad altre regioni, tra cui la Liguria. A essere controllati, riferiscono alcuni quotidiani, sono, tra gli altri aspetti più tecnici, anche i documenti di identità e i codici fiscali di chi si presenta. "C'era infatti chi, sapendo di essere positivo, si presentava in diversi punti tampone, con più tessere sanitarie appartenenti ad altri, in modo da far emettere Green pass a nome di soggetti non immunizzati". Laddove i controlli hanno interessato le farmacie, "c'è stata la massima collaborazione" e in ogni caso, chiarisce, "i punti tampone bloccati" - si parla nel complesso di circa una cinquantina - "sono pochi e non per ragioni dovute alla truffa dei falsi positivi".
In Liguria Toti chiede ai farmacisti di verificare documento di identità
Controlli sono stati effettuati anche in Alto Adige, come riferisce Repubblica, "dove sono state sospese 31 delle tremila postazioni". Per quanto riguarda la Liguria, il governatore Toti ha chiesto ai farmacisti "di fare uno sforzo in più chiedendo anche il documento di identità a chi si presenta per fare il tampone. Apprendo con preoccupazione che si sta diffondendo questa nuova pratica per evitare il vaccino e ottenere il Green Pass. Mi sono già confrontato con Federfarma regionale sull'argomento e mi hanno assicurato che verranno controllati con ancora più attenzione i documenti. Per questo ringrazio i farmacisti, da giorni in prima linea, e le forze dell'ordine, che stanno facendo ispezioni a tappeto proprio in queste ore per scoprire i furbetti, che per altro stanno commettendo un reato".
La posizione dei Nas Milano
Il controllo dell'identità è individuata come l'elemento che potrebbe essere di aiuto nella vicenda: se da un lato, sono state sollevate, da più parti, questioni di privacy e di autorizzazione, per Pignatelli "essendo il tampone un trattamento sanitario che si conclude con un referto, nelle farmacie e nelle strutture dove vengono effettuati i test gli operatori sono tenuti a controllare l'identità delle persone che si sottopongono al test".
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A cura di Redazione Farmacista33
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