Covid-19. Sicurezza luogo di lavoro: l’esperienza dei farmacisti
Nel 2021 otto farmacisti inglesi su 10 ha percepito minore sicurezza nel luogo di lavoro: aggressioni, stress e carenza di personale le cause principali. Indagine Uk su farmacie in pandemia
Nel 2021 otto farmacisti su 10 non si sono sentiti al sicuro sul luogo di lavoro: l'aumento dei casi di violenza e aggressione contro chi lavora in farmacia, lo stress associato al luogo di lavoro e gli errori dovuti alla carenza di personale sono tra i principali fattori segnalati che hanno contribuito alla percezione di lavorare in condizioni di minor sicurezza nelle farmacie inglesi. A evidenziarlo è l'indagine 2021 Safer Pharmacies Survey condotta dalla Pharmacists' Defence Association (PDA) il sindacato dei farmacisti inglesi, che ha coinvolto 1.337 farmacisti del Regno Unito.
Controllo delle dispensazioni a rischio di errore
Nel 2017, utilizzando i feedback dei membri dell'associazione, è stata elaborata e lanciata la Safer Pharmacies Charter e le indagini della PDA hanno monitorato la sicurezza nel rispetto degli standard stabiliti dalla Carta. Da quando vengono condotte le indagini, il 2021 è stato l'anno che ha visto il più alto grado di peggioramento mai registrato, dopo che negli anni precedenti c'era stato un progressivo miglioramento degli aspetti valutati. I punti presi in considerazione nell'indagine hanno riguardato prima di tutto il controllo delle dispensazioni. I farmacisti sono direttamente coinvolti in questo e in altri processi che richiedono un elevato grado di accuratezza e una formazione ad hoc, ma avere la possibilità di essere affiancati da altro personale esperto che fa un secondo controllo sulla dispensazione migliora la sicurezza per il paziente, prevenendo errori. Sotto questo aspetto, la percentuale di farmacisti che non si è sentito rassicurato è aumentata, passando dal 4,7%, nel 2020, al 7,7% nel 2021; mentre tra chi pensava di avere accesso a questo doppio controllo tutto il tempo, la percentuale è scesa dal 22,2%, nel 2020, al 14,3%, nel 2021.
Carenza di personale: impatto su carichi di lavoro e servizi al paziente
Un secondo aspetto dell'indagine ha riguardato il personale necessario a consentire di soddisfare tutto il carico di lavoro. Avere abbastanza staff formato migliora la sicurezza del paziente e la qualità e il servizio delle cure. Nel 2020, la percentuale di farmacisti che pensava che in farmacia non ci fosse staff adeguato era del 5,6%, ma nel 2021 questa percentuale è salita al 14,1%. Di contro, la percentuale di farmacisti che pensava di avere staff a disposizione tutto il tempo è scesa dall'8,4%, nel 2020, al 2,6% nel 2021. Per quel che riguarda, invece, l'accesso al farmacista, tradizionalmente uno dei pochi professionisti sanitari con cui i pazienti possono interagire senza appuntamento, la percentuale di quelli che pensavano che non ci fossero professionisti disponibili tutto il tempo è rimasta pressoché la stessa, ma è scesa la percentuale di coloro che pensavano che i farmacisti fossero a disposizione tutto il tempo, che è passata dal 62,2%, nel 2020, al 40,3%, nel 2021. Il report ha poi valutato la possibilità del farmacista di riposarsi e prendersi delle pause, un'abitudine che consente di mantenere alta l'attenzione, garantendo sempre una maggiore sicurezza per il paziente. Anche in questo caso, andando a valutare le percentuali dei farmacisti che ritengono che questo aspetto sia stato soddisfatto per tutto il tempo, si evidenzia un peggioramento tra il 2020 e il 2021. Così come è peggiorato, seppur di poco, il giudizio dei farmacisti verso il rispetto nel loro lavoro, laddove questi professionisti sanitari dovrebbero essere in grado di prendere le giuste decisioni, ponendo il paziente prima di qualsiasi altro interesse. Infine, anche per quel che riguarda la sicurezza sul luogo di lavoro e il fatto che il farmacista non dovrebbe mai trovarsi a lavorare da solo, i professionisti hanno evidenziato un peggioramento tra il 2020 e il 2021.
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A cura di Redazione Farmacista33
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