Animali domestici non convenzionali, a ogni specie la sua esigenza di benessere e salute
Nelle case italiane vivono infatti 12.9 milioni di uccelli ornamentali, 1.8 milioni di piccoli mammiferi, 1.4 milioni di rettili e quasi 30 milioni di pesci ornamentali
Gli italiani sono grandi appassionati anche di pet non convenzionali; piccoli mammiferi, rettili, anfibi, uccelli e pesci ornamentali sono presenze molto comuni nelle case. Animali che richiedono una corretta gestione e per i quali esistono medici veterinari specializzati nella loro cura. I dati presentati all'interno dell'ultimo rapporto Assalco-Zoomark 2021 sviluppato con il contributo di ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) fanno emergere una realtà poco nota.
Gestione e benessere dell'animale: a ogni specie le sue esigenze
Nelle case italiane vivono infatti 12.9 milioni di uccelli ornamentali, 1.8 milioni di piccoli mammiferi, 1.4 milioni di rettili e quasi 30 milioni di pesci ornamentali, tra quelli d'acqua dolce, fredda o tropicale e quelli marini. A questi vanno poi aggiunti anfibi e invertebrati che, seppur con numeri minori, trovano appassionati lungo tutta la penisola. Ma se quando si pensa al cane e al gatto è ben chiara la differenza tra le due specie e molti proprietari conoscono bene alcune specifiche differenze che emergono tra le singole razze, quando invece ci si trova davanti a intere classi di animali come ad esempio rettili, uccelli, anfibi, pesci, si ha a che fare con decine se non centinaia di specie potenzialmente ospitabili nelle case e con esigenze spesso diverse tra loro. Emerge dunque l'importanza del benessere animale e di come ogni potenziale proprietario, prima ancora di procedere con l'acquisto o l'adozione di un esemplare, debba chiedere al proprio medico veterinario di riferimento che si occupa di animali esotici e non convenzionali, quelle che sono le esigenze della specie che si vorrebbe ospitare. Vi sono infatti numerose tipologie di acquari, terrari, gabbie per uccelli e per mammiferi; non è inoltre raro che alcune specie necessitino di spazi domestici studiati con attenzione all'interno dei quali possano muoversi liberamente. Altre ancora richiedono una specifica gestione e spazi talmente ampi da non essere consigliabili a proprietari neofiti. La corretta gestione ambientale, alimentare ed etologica sono dunque parti integranti della stessa medicina preventiva degli animali non convenzionali.
Un percorso per la formazione specialistica
I medici veterinari che si occupano di medicina degli animali non convenzionali scelgono un percorso formativo specifico ed estremamente sfaccettato. Mammiferi, rettili, uccelli, pesci hanno caratteristiche anatomiche e fisiologiche ben diverse tra loro. Gli stessi piccoli mammiferi come conigli, furetti e piccoli roditori non devono assolutamente essere considerati come cani e gatti in miniatura, ma hanno specifiche caratteristiche anatomiche e fisiologiche che si riflettono sulle manualità cliniche, chirurgiche e sulla selezione delle molecole più efficaci ai dosaggi farmacologicamente attivi. In Italia ha sede la SIVAE Società Italiana Veterinari per Animali Esotici federata ANMVI che rappresenta un'eccellenza europea sia in termini di attività clinica-chirurgica sia nella formazione e nella divulgazione veterinaria di settore.
Una normativa specifica
Nonostante molti esemplari siano riprodotti in allevamenti nazionali o internazionali, esiste una fitta normativa che riguarda il commercio e il possesso di questi animali e che va dalla Convenzione di Washington (CITES), che regola il commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate d'estinzione, fino a singole norme, talora comunali, sul benessere di alcune specie. Anche in questo caso è sempre opportuno informarsi in anticipo presso il proprio medico veterinario per animali esotici. Vi sono poi specie che non si possono detenere per motivi di sicurezza e sono incluse ad esempio nel Decreto Ministeriale del 19/4/96. L'importanza di conoscere le caratteristiche e le esigenze di una specie non convenzionale è fondamentale anche per evitare quei fenomeni purtroppo non rari come l'abbandono che nei decenni ha portato persino alla stabilizzazione di alcune specie alloctone sul territorio nazionale con danni alle specie animali autoctone.
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A cura di Redazione Farmacista33
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