Burnout da pandemia del farmacista, APhA: puntare su aumento organico e monitoraggio stress
L'aumento del carico di lavoro per il farmacista ha esacerbato in pandemia le situazioni di stress portando a burnout. L'analisi della American Pharmacists Association
La pandemia, con un aumento del carico di lavoro per il farmacista, ha esacerbato le situazioni di stress che coinvolgono questi operatori sanitari, colpiti, come i medici, dal cosiddetto burnout. A parlare dell'impatto di questa condizione sul farmacista stesso, nonché sui pazienti e sulla loro sicurezza, è George MacKinnon, professore al Medical College of Wisconsin, in un'intervista a Pharmacy Times.
Livelli di stress preoccupanti in un farmacista su tre
Secondo l'esperto, nonostante negli ultimi due anni il burnout si sia accentuato, come problema, anche tra i farmacisti, esisteva prima della pandemia, con problematiche associate all'ambiente lavorativo e altri fattori che non sono scomparsi, ma sono stati esacerbati durante la diffusione del COVID-19. Una recente indagine condotta su novemila farmacisti americani ha evidenziato, per esempio, che il 32% ha livelli di stress preoccupanti. E il burnout si verifica non solo tra chi lavora nelle farmacie territoriali, ma anche tra chi opera in un contesto ospedaliero.
Con test e vaccini, farmacie riferimento sul territorio
La farmacia ha ricoperto un ruolo centrale in questi due anni, mettendosi a disposizione per eseguire test per identificare l'infezione da coronavirus e somministrare vaccini. A questo, però, non ha fatto seguito un incremento del personale, che ha reso difficile, per i farmacisti, avere il tempo di continuare a svolgere anche i compiti di sempre. Questo, spiega MacKinnon, può essere anche il motivo degli errori che si ripercuotono sui pazienti e sulla loro sicurezza. Il farmacista, quindi, ha meno tempo da dedicare al paziente, che si aspetta, invece, di avere sempre spazio per una consulenza. E il problema del tempo è poi aggravato dalla condizione del farmacista stesso, se si sente in burnout ed è stressato.
Come impegnarsi per evitare il burnout del farmacista
Per far fronte a questa situazione, MacKinnon riporta quando indicato dalla American Pharmacists Association (Apha): prima di tutto a puntare sulle risorse, quindi assumere farmacisti e collaboratori delle farmacie, e sulle nuove tecnologie, per evitare problemi di sicurezza pubblica, con errori medici e outcome negativi dell'assistenza. Poi, raccogliere dati sul fenomeno del burnout è comunque prioritario per analizzare il problema e affrontarlo in modo adeguato. Infine, sempre secondo l'Apha, bisognerebbe pensare a una revisione della retribuzione che tenga anche conto del ruolo del farmacista, non solo come dispensatore di farmaci, ma anche per la sua attività di counselor, con rimborsi commisurati all'assistenza clinica fornita al paziente. Bisognerebbe cercare di lavorare il più possibile in tandem con il medico che prescrive, conclude MacKinnon, visto il ruolo del farmacista nella gestione ottimale delle terapie e nella sicurezza, e sensibilizzare il paziente, cercando di fargli capire che quando si consiglia un farmaco non bisogna essere frettolosi, né si può sempre avere il meno costoso. Le terapie, infatti, possono allungare la vita e migliorarne la qualità, ma possono dare effetti negativi se non vengono assunte nel modo opportuno.
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A cura di Redazione Farmacista33
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