Paxlovid in farmacia, Assofarm: accordo positivo per accreditamento e reputazione
Nell'Accordo su Paxlovid il "rapporto spesa-resa" va ritenuto positivo per la farmacia italiana per due livelli di motivazioni: uno pratico e l'altro reputazionale
Se in generale è giusto che servizi e dispensazioni in farmacia siano remunerati in maniera equa e rispettosa della professionalità, nel caso specifico del Paxlovid il "rapporto spesa-resa" nell'ambito degli accordi presi con Ministero e Aifa va ritenuto positivo per la farmacia italiana per due livelli di motivazioni: uno pratico e l'altro reputazionale. Così Assofarm interviene nel dibattito che si è aperto nella categoria sul recente accordo proposto da Ministero della Salute e Aifa da un lato, e accettato da farmacie e distributori intermedi, relativo alla distribuzione, senza il riconoscimento di una remunerazione, del farmaco antivirale per il Covid, Paxlovid.
Accordo senza remunerazione: impegno in nome della salute
Le farmacie italiane hanno seminato più di quanto hanno raccolto? Le riforme sanitarie degli ultimi mesi non stanno riconoscendo adeguatamente i sacrifici fatti dalle farmacie lungo tutta la crisi sanitaria? Queste secondo Assofarm sono le "domande che serpeggiano nei nostri ambienti ogni qualvolta Governo e Istituzioni sanitarie coinvolgono le farmacie in nuovi progetti per così dire "di servizio", cioè iniziative dall'alto valore sociale ma dai bassi o nulli risvolti economici per i nostri bilanci". L'assenza di remunerazione nell'accordo sull'antivirale, "almeno per tutto il 2022 - commenta Francesco Schito segretario generale di Assofarm - non è stato accolto in maniera unanimemente positiva. Alcuni, non tanti per la verità, hanno letto i dettagli economici dell'accordo come l'ennesimo piccolo sfruttamento della farmacia a vantaggio di un sistema sanitario pubblico spesso ingrato. Un SSN che chiede impegni gratuiti in nome del diritto universale alla salute ma che poi dimentica di riconoscere meriti e sacrifici a chi l'ha aiutato a garantire agli italiani tali diritti".
Rinforzato il credito della farmacia e reputazione
Assofarm ritiene che "in via generale servizi e dispensazioni vadano remunerati in maniera equa e rispettosa della nostra professionalità". "Nel caso specifico in questione, precisa Schito - però, riteniamo che il rapporto spesa-resa sia positivo per la farmacia italiana. A fronte di un impegno gratuito di poche dispensazioni giornaliere per presidio, la farmacia rafforza il proprio accreditamento nei processi di riforma della sanità territoriale italiana. Un accreditamento che a nostro modo di vedere si realizza su due dimensioni". La prima dimensione è pratica: "Dopo aver garantito la quasi totalità delle farmacie aperte anche nei giorni più difficili e disorientati della pandemia, dopo aver distribuito mascherine e tamponi a prezzi calmierati, dopo aver supportato l'ampliamento dei punti vaccinali, oggi con il Paxlovid la farmacia si conferma con un partner territoriale affidabile nel rispondere alle esigenze logistiche del SSN". La seconda dimensione è reputazionale: "La politica nazionale e locale, alti funzionari ministeriali e dirigenti della sanità regionale sanno bene che buona parte delle iniziative appena accennate non sono state un buon affare per le farmacie. Eppure, le farmacie hanno fatto tutto ciò con sincero spirito di servizio al paese. Abbiamo insomma dimostrato di condividere valori e mission della sanità pubblica, e ciò avrà un peso nei prossimi tavoli di riforma".
Processo di accreditamento avrà peso nei tavoli sulla riforma
Il potenziale di questo processo di accreditamento, prosegue Schito "è già in atto. Un esempio di ciò è offerto dai confronti nati a seguito delle prime battute progettuali delle Case di Comunità. Se negli ultimi due anni avessimo evitato di partecipare ad iniziative sanitarie non remunerative, oggi avremmo assistito ad un progressivo recupero di posizioni all'interno della più importante riforma della sanità territoriale italiana? E prima di essa ci sarebbero state la remunerazione aggiuntiva e le vaccinazioni in farmacia? Certo, non sono fatti di sé risolutivi dei problemi strutturali del nostro mondo. Ma altrettanto certamente sono fatti che spingono a pensare che la strada intrapresa possa davvero essere efficace".
Il tempo degli investimenti non è "ancora terminato - conclude Schito. - Si tratta di impegni alla nostra portata, che dobbiamo affrontare certo con lungimiranza e convinzione, ma anche con attenzione e prontezza di riflessi. Perché dovremo essere noi a comprendere quando sarà momento e sedi istituzionali opportune per capitalizzare quanto dato in questi anni e chiedere a buon conto un riconoscimento che garantisca sostenibilità economica solida e durata alla farmacia di domani".
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A cura di Redazione Farmacista33
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