Sanità Lombardia, assessore al Welfare Letizia Moratti si dimette. Nominato Guido Bertolaso
L'assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti annuncia le dimissioni: venuto meno il rapporto di fiducia con il presidente Fontana. Ecco le motivazioni
L'assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti annuncia le dimissioni: venuto meno il rapporto di fiducia con il presidente Fontana La novità era nell'aria, visto che la rottura tra Attilio Fontana e Letizia Moratti era palese da tempo. Moratti ha annunciato le sue dimissioni dalle cariche che ricopre nella giunta di Regione Lombardia: «Per rispetto dei cittadini, con senso di responsabilità e in considerazione del delicato momento socio-economico del Paese, ho atteso l'esito delle elezioni politiche e la formazione del nuovo Governo per rendere nota la mia posizione. Per questi motivi, e solo oggi, di fronte al venir meno del rapporto di fiducia con il presidente Attilio Fontana, annuncio la decisione di rimettere le deleghe di vice presidente e di assessore al Welfare di Regione Lombardia».
Moratti: questa Amministrazione non risponde più a interesse dei cittadini lombardi
Non solo, le dimissioni rappresentano «un forte segnale rispetto alle lentezze e alle difficoltà nell'azione di questa Amministrazione, che a mio avviso non risponde più all'interesse dei cittadini lombardi. Una scelta di chiarezza di cui mi faccio pienamente carico, anche in considerazione dei provvedimenti contraddittori assunti in materia di lotta alla pandemia. Da una parte prendo positivamente atto che la linea da me stabilita per i cittadini lombardi è stata quella di seguire il parere degli esperti della Cabina di Regia lombarda che ho attivato sull'obbligo delle mascherine in ospedali e Rsa. Dall'altra, registro con preoccupazione la scelta di anticipare il reintegro dei medici e degli altri professionisti della sanità non vaccinati, il condono sulle multe ai no vax e la diversa sensibilità sull'importanza dei vaccini. Si tratta di tre esempi, emblematici di una diversa impostazione politica in questo ambito».
Due anni al vertice della sanità regionale
Dopo anni di alti incarichi pubblici - ministra, sindaca di Milano, presidente Rai - Letizia Moratti è stata chiamata dalla giunta regionale in piena pandemia per sostituire l'assessore Giulio Gallera, vittima delle pesanti polemiche causate dalla sua gestione, considerata inadeguata, dell'emergenza Covid. Non solo assessore, Moratti, ma anche vice di Fontana (che secondo alcuni ha quasi commissariato). La rottura con il governatore non è recente, dal momento che alcune settimane fa Moratti ha dichiarato alla stampa che intendeva candidarsi come presidente di Regione alle prossime elezioni, in contrapposizione evidente con il presidente in carica. Il quale rimane il candidato della Lega e, si presume, della coalizione di centro-destra. Da capire il futuro politico di Moratti: si vocifera di un suo incarico ai vertici della società che gestirà le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Fontana: dubbi su Moratti erano fondati. Nomina a Bertolaso
In corso di giornata si apprende che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana ha nominato Guido Bertolaso per la delega del Welfare. "I dubbi che avevo espresso sul posizionamento politico di Letizia Moratti erano fondati. È chiaro che guarda verso sinistra e non da oggi" ha scritto Fontana in una nota commentando le dimissioni della vice presidente e assessore al Welfare. "Procediamo immediatamente alla nomina di un assessore al welfare che si occupi, senza distrazioni politiche, esclusivamente dei bisogni dei cittadini a partire dagli interventi sulle liste di attesa. Per questo, dopo aver informato i leader del centrodestra, ho deciso di affidare la delega del Welfare al dottor Guido Bertolaso, protagonista della campagna vaccinale in Lombardia e profondo conoscitore della macchina operativa della sanità lombarda", ha aggiunto Fontana. "È sorprendente che l'assessore al Welfare dichiari oggi che l'azione della Giunta non sia sufficiente. Ne fa parte da un anno e mezzo e non mi pare che abbia sollevato mai problemi. Ciò che però conta oggi è che l'eccellente lavoro sulla campagna vaccinale e sul recupero delle prestazioni frenate dal Covid, non può fermarsi. Su questo sono impegnati i direttori generali di tutte le Ats e Asst della Regione ed è necessario non perdere nemmeno un attimo", ha concluso Fontana.
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A cura di Redazione Farmacista33
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