Vaccini anti-covid, Aifa: in due anni di campagna 80% degli eventi avversi è non grave
Nei due anni di campagna vaccinale (dicembre 2020 - dicembre 2022) con cinque vaccini in uso ci sono state 140 mila segnalazioni l'81,3% riferite a eventi non gravi
Nei due anni di campagna vaccinale (dicembre 2020 - dicembre 2022) con cinque vaccini in uso (Comirnaty è stato il più utilizzato) ci sono state 140 mila segnalazioni l'81,3% riferite a eventi non gravi, gli eventi gravi si sono presentati con un tasso di 18 eventi ogni 100.000 dosi somministrate. I dati sono quelli del quattordicesimo Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini anti-COVID-19 pubblicato dall'Aifa2, sulla base delle segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF)
Comirnaty è stato il vaccino più utilizzato in Italia
Nel periodo considerato sono pervenute 140.595 segnalazioni su un totale di 144.354.770 di dosi somministrate (tasso di segnalazione di 97 ogni 100.000 dosi), di cui l'81,3% (n. 114.290) riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Le segnalazioni gravi corrispondono al 18,7% del totale (n. 26.305), con un tasso di 18 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate. Nei due anni di campagna vaccinale Comirnaty è stato il vaccino più utilizzato in Italia (66,7%), seguito da Spikevax (23,8%), Vaxzevria (8,4%), Jcovden (1,1%) e Nuvaxovid (0,03%). Le segnalazioni per tipologia di vaccino sono invece così distribuite: Comirnaty 66,2%, Vaxzevria 17,3%, Spikevax 15,1%, Jcovden 1,3%, Nuvaxovid 0,1%. Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati, perlopiù non gravi e già risolti al momento della segnalazione, sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, senza differenze significative fra i due sessi. Non si osservano variazioni significative nell'andamento delle segnalazioni relative alla fascia pediatrica (5-16 anni).
Vaccinovigilanza di genere: le donne segnalano di più
Il rapporto dedica particolare attenzione alla vaccinovigilanza di genere e all'analisi per sesso delle segnalazioni di sospette reazioni avverse a cui dedica un approfondimento che mette in evidenza come una quota maggiore di segnalazioni (il 70% dei casi) di eventi avversi riguarda le donne, mentre il 30% (42.376) riguarda gli uomini. Uno sbilanciamento che gli esperti attribuiscono "alla maggiore attitudine da parte delle donne alla segnalazione delle sospette reazioni avverse in relazione ai diversi fattori biologici e attitudinali" e non a una diversa esposizione ai vaccini. La maggiore differenza di segnalazione tra i sessi si registra nella fascia d'età 40-49 anni, dove il tasso di segnalazione nelle femmine è 2,7 volte maggiore rispetto a quello osservato nei maschi.
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A cura di Redazione Farmacista33
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