Covid-19, direttore generale dell’Oms: non è più emergenza di rilevanza internazionale
Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Ghebreyesus conferma che il Covid-19 non sarà più classificato come Emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic).
A seguito di una raccomandazione del Comitato di emergenza dell'Oms il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha confermato che il Covid-19 non sarà più classificato come Emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic). «Il Comitato di emergenza si è riunito ogni tre mesi da quando la Pheic è stata dichiarata all'inizio del 2020», si legge in una nota ufficiale Gavi-Alleanza per il vaccino, partnership pubblico-privata che contribuisce alla vaccinazione dei bambini del mondo contro alcune delle malattie più letali. «La revoca dello status ufficiale di Pheic è un segno dei progressi compiuti nell'ultimo anno, che hanno portato la maggior parte dei Paesi a una solida copertura di base, anche grazie al sostegno del Covax che ha concentrato gli sforzi sui Paesi a basso reddito. La copertura globale con una serie primaria (due dosi) di vaccino Covid-19 è in media del 64% e del 55% nei 92 Paesi a basso reddito (rispetto al 28% all'inizio del 2022). In media, la maggior parte degli operatori sanitari e degli anziani di tutto il mondo - tra i soggetti più a rischio - sono protetti con due dosi e stanno iniziando a ricevere i richiami.
Continuare a proteggere i più fragili
Seth Berkley, Ceo di Gavi che coordina Covax, l'iniziativa globale per un accesso equo ai vaccini Covid-19, commenta il significato della decisione odierna dell'Oms: «Dopo oltre tre anni di pandemia, il mondo è pronto a passare alla fase successiva. Ma se da un lato la giornata di oggi segna un traguardo storico, dall'altro dobbiamo essere chiari sulla necessità di continuare a proteggere le nostre persone più vulnerabili, come facciamo per altre malattie mortali ma prevenibili. Circa tre anziani su dieci nei Paesi a basso reddito non hanno ancora ricevuto due dosi, e sappiamo che sono tra coloro che hanno le maggiori probabilità di ammalarsi gravemente o di morire a causa del Covid-19. Durante la pandemia, i Paesi hanno fornito un numero di vaccini mai raggiunto prima nella storia. In presenza di molteplici focolai, di milioni di bambini che non hanno ricevuto le vaccinazioni di routine e della certezza di future pandemie, la domanda urgente è: come possiamo applicare al meglio ciò che abbiamo imparato per raggiungere un numero maggiore di persone con vaccini salvavita come mai prima d'ora?».
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A cura di Redazione Farmacista33
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