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17 Febbraio 2022

Trattamento Long-Covid: riabilitazione personalizzata e supporti nutrizionali


L'approccio principale per il trattamento del cosiddetto Long-Covid è costituito da un adeguato programma di riabilitazione personalizzata con supporti nutrizionali, associati a un corretto stile di vita


Il cosiddetto Long-Covid colpisce circa 80% dei pazienti ospedalizzati a tre mesi dalle dimissioni per Covid-19, l'approccio principale per il trattamento della Sindrome post-Covid è costituito da un adeguato programma di riabilitazione personalizzata l'introduzione di supporti nutrizionali a base di vitamine e aminoacidi, associati a un corretto stile di vita. Tra i supporti nutrizionali, eÌ stato valutato positivamente l'impiego di L-arginina e Vitamina C liposomiale. Questi i dati e i temi emersi in occasione di un recente incontro organizzato Damor farmaceutici.

Gli interventi in valutazione e i test sui pazienti

Su 2.200 persone prese in esame nello studio, i cui dati non sono stati ancora pubblicati, «solo il 20% è tornato ad una condizione di salute pre-Covid19» ha spiegato Dottor Matteo Tosato, geriatra responsabile dell'unitaÌ ospedaliera di "Day Hospital Post Covid" del presidio Columbus della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, «mentre il 50% dei pazienti, lamenta 3 o più sintomi invalidanti, quali palpitazioni, fame d'aria e disturbi di memoria, oltre alla fatigue». Su questi pazienti eÌ stato valutato positivamente l'impiego di L-arginina e Vitamina C liposomiale: «l'efficacia dell'impiego di questa associazione amminoacidica e vitaminica, ha portato ad una sperimentazione clinica dove vengono valutati i principali parametri del post-covid mediante una serie di test oggettivi e soggettivi» «In particolare, oltre al six minute walking test (6MWT), il test della sedia e di esauribilitàÌ, che consentono di valutare la capacitaÌ di svolgere le normali attivitàÌ quotidiane o, al contrario, il grado di limitazioni funzionali del soggetto, vengono effettuate anche valutazioni oggettive dei valori sanguigni, quali l'attivitàÌ dei monociti e la presenza di acidi grassi per un periodo di 30 giorni. Il riferito dei pazienti è molto positivo».

Premesse positive da studi sui pazienti Covid ricoverati

I presupposti dello studio sul Long Covid provengono da una precedente evidenza di riscontri positivi ottenuti positivi dalla supplementazione di L-Arginina nella terapia del Covid-19. In particolare, a novembre del 2020 l'Ospedale Cotugno di Napoli, nel reparto Covid-19 guidato dal Professor Giuseppe Fiorentino - Primario del reparto di Pneumologia- aveva iniziato la supplementazione della L-Arginina nella terapia standard nei pazienti Covid-19 ricoverati in sub-intensiva, il cui razionale era partito dalle pubblicazioni scientifiche che avvaloravano la tesi che questa molecola svolga un ruolo fondamentale nella funzione endoteliale ed immunitaria. «Questo studio si eÌ posto come obiettivo primario la valutazione della riduzione del supporto respiratorio nei pazienti ricoverati in sub-intensiva e affetti da Covid severo non associato a linfocitopenia» ha spiegato Fiorentino. Lo studio, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, che nella sua analisi ad interim ha determinato l'arruolamento di 100 pazienti, ha evidenziato come già dopo 10 giorni dall'inizio della somministrazione, il trattamento con due flaconcini al giorno, ciascuno contenente 1.66 grammi di L-arginina libera da Sali, determini una riduzione del supporto respiratorio in oltre il 70% dei pazienti trattati, con un deciso miglioramento della funzionalitàÌ respiratoria. Questo ha comportato anche una riduzione nei tempi di degenza: 25 giorni rispetto a 46 di degenza media dei pazienti in trattamento con il placebo.

Chiara Romeo

TAG: RIABILITAZIONE, LONG COVID

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