Covid-19. Con vaccinazione e guarigione protezione aggiuntiva contro forma grave. I nuovi studi
La guarigione dal Covid fornisce difese immunitarie contro la reinfezione, la vaccinazione primaria aggiunge ulteriori difese, in particolare contro la malattia grave. Due nuovi studi
Con la guarigione dal Covid solitamente si ottengono difese immunitarie contro la reinfezione, e ora due nuovi studi hanno evidenziato che la vaccinazione primaria aggiunge ulteriori difese, in particolare contro la malattia grave.
Da immunità ibrida protezione aggiuntiva
Uno studio su 22.566 persone in Brasile guarite dal Covid-19 ha scoperto che tutti e quattro i vaccini usati nella regione - Sinovac Biotech, AstraZeneca, Johnson&Johnson e Pfizer/BioNTech - hanno fornito una protezione aggiuntiva molto significativa. L'efficacia contro l'infezione, a partire dal quattordicesimo giorno dopo il completamento della vaccinazione, variava dal 39,4% per CoronaVac di Sinovac al 64,8% per gli shots di Pfizer/BioNTech. Contro il ricovero ed il decesso i risultati i risultati hanno rivelato una efficacia dell'81,3% per CoronaVac fino all'89,7% per Pfizer/BioNTech. Invece, un secondo studio condotto su oltre 5 milioni di persone in Svezia, ha rivelato che "l'immunità ibrida", derivante da guarigione da Covid combinata con una o due dosi di vaccino, ha fornito una protezione aggiuntiva per almeno nove mesi. I ricercatori hanno dichiarato che l'immunità dovuta alla guarigione combinata alla vaccinazione, ha aggiunto una ulteriore protezione dall'ospedalizzazione in un range compreso fra il 90 ed il 94% di protezione. Nessuno dei due studi ha incluso pazienti infetti o reinfettati con la variante Omicron.
Aggiornamenti sulle terapie in studio: ivermectina e plasma
Per quanto riguarda i trattamenti per il Covid, due studi "Gold standard "pubblicati sul The New England Journal of Medicine, aiutano a risolvere domande controverse su alcune terapie che hanno tenuto banco fra l'opinione pubblica all'inizio della pandemia: la poca efficacia del farmaco antiparassitario ivermectina e i buoni risultati del plasma convalescente, cioè plasma sanguigno ricco di anticorpi da guariti dal Covid. Nel primo studio in Brasile, oltre 3.500 pazienti scelti in modo casuale con sintomi da Sars-Cov-2 e almeno un fattore di rischio per malattia grave, sono stati divisi in due gruppi: ad uno è stato somministrato un placebo, all'altro Ivermectina una volta al giorno per un totale di tre giorni. Quattro settimane dopo i ricercatori hanno dimostrato che l'Ivermectina non è riuscita a ridurre il tasso di ospedalizzazione. Invece, per il plasma convalescente, alcuni ricercatori statunitensi hanno arruolato circa mille adulti, per lo più non vaccinati, entro otto giorni dall'insorgenza dei sintomi causati dall'infezione del nuovo coronavirus. La metà dei partecipanti è stata assegnata in maniera casuale a ricevere una trasfusione di plasma convalescente. Quattro settimane dopo, circa il 2,9% di coloro che avevano ricevuto il plasma era stato ricoverato, rispetto al 6,3% degli individui a cui non era stata fatta trasfusione. I ricercatori hanno affermato che, dopo aver tenuto in considerazione i fattori di rischio di tutti gli individui, il trattamento ha ridotto il rischio di ricovero del 54%:" il plasma convalescente ottenuto da persone guarite dal Covid-19 è disponibile nei Paesi a basso e medio reddito, non ha limiti di brevetto ed è relativamente poco costoso da produrre - hanno dichiarato gli autori. Sembra, inoltre, essere probabilmente meno vulnerabile all'emergere della resistenza degli anticorpi".
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A cura di Redazione Farmacista33
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