Osteoartrosi, da farmaco già in uso nuova terapia promettente
Un nuovo studio ha identificato che il talarozole, un farmaco noto per aumentare l'acido retinoico, è promettente nel trattamento dell'osteoartrosi
Un nuovo studio, pubblicato su Science Translational Medicine dai ricercatori dell'Università di Oxford, ha identificato che il talarozole, un farmaco noto per aumentare l'acido retinoico, è promettente nel trattamento dell'osteoartrosi (OA).
Artrosi della mano: studiata una variante genetica
Tonia Vincent, professoressa di biologia muscoloscheletrica e reumatologo onorario presso il Dipartimento di ortopedia, reumatologia e scienze muscoloscheletriche (NDORMS) di Nuffield a Oxford, ha dichiarato: " L'artrosi della mano è una condizione medica comune e debilitante che colpisce principalmente le donne, soprattutto durante il periodo della menopausa. Al momento purtroppo non disponiamo di trattamenti efficaci che modifichino la malattia."
I ricercatori hanno così studiato una variante genetica comune che era stata collegata a una grave OA della mano. Usando campioni di pazienti raccolti al momento della chirurgia della mano di routine, oltre a una serie di modelli sperimentali, sono stati in grado di identificare una molecola chiave che era particolarmente bassa negli individui "a rischio", chiamata acido retinoico. In particolare, varianti polimorfiche comuni in ALDH1A2, che codifica per l'enzima chiave per la sintesi dell'acido all-trans retinoico (atRA), sono correlate ad una sovra regolazione dei geni infiammatori. Poiché il talarozole, un agente bloccante il metabolismo dell'acido retinoico, ha un profilo di sicurezza accettabile nei soggetti umani, è in corso uno studio clinico per valutare l'efficacia di questo nuovo trattamento.
Urgente bisogno di trattamenti modificanti la malattia
Neha Issar-Brown, direttrice della ricerca, ha dichiarato: "L'osteoartrosi può avere un impatto profondo e di vasta portata sulla vita, incidendo negativamente sulla capacità delle persone di lavorare, prendersi cura di una famiglia o vivere in modo indipendente. C'è un urgente bisogno di trattamenti modificanti la malattia, progettati per prevenire o invertire i sintomi dolorosi dell'OA. Questo studio rivela una nuova comprensione delle cause dell'artrosi della mano, che potrebbe portare all'identificazione di nuovi bersagli biologici per l'intervento nell'OA della mano. Questa ricerca è ancora in una fase iniziale, ma con questi risultati incoraggianti siamo molto più vicini alla possibilità di sviluppare una nuova classe di farmaci modificanti la malattia per trattare l'osteoartrosi, prevenire il dolore cronico e consentire alle persone di convivere bene con la condizione".
Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico
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A cura di Redazione Farmacista33
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