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15 Gennaio 2024 I trattamenti per l'obesità sono in costante ascesa nel settore farmaceutico, attirando l'attenzione e gli investimenti di numerose aziende. Nuovi farmaci in seprimentazione

Negli ultimi anni i trattamenti per l'obesità sono in costante ascesa nel settore farmaceutico, attirando l'attenzione e gli investimenti di numerose aziende. Ad esempio, le azioni di Eli Lilly e Novo Nordisk hanno registrato un incremento rispettivamente del 75% e del 60% nell'ultimo anno, superando notevolmente l’andamento generale del settore. Questo incremento è in netto contrasto con l'indice farmaceutico Arca Pharmaceutical del NYSE, che include entrambe le aziende e che ha registrato una crescita minima del 10% nello stesso periodo. Diverse aziende, tra cui Amgen e Pfizer, stanno progettando di entrare nel mercato dell'obesità, sviluppando nuovi farmaci o stipulando accordi per acquisire trattamenti innovativi che possano competere con i farmaci di Novo Nordisk e di Eli Lilly. Secondo gli analisti il mercato di questa patologia potrebbe svilupparsi fino a raggiungere i 100 miliardi di dollari entro la fine del decennio, con un crescente interesse della popolazione verso trattamenti in grado di ridurre il peso corporeo fino al 20%.
Nuovi farmaci in studio: si punta a tollerabilità e gestione semplificata
I farmaci di Eli Lilly e Novo Nordisk appartengono alla classe degli agonisti del GLP-1 sviluppati inizialmente per il diabete di tipo 2. In generale, questi trattamenti riducono l’appetito e rallentano la digestione, impedendo allo stomaco di svuotarsi in poco tempo. Ad esempio, l’azienda Amgen sta testando un farmaco sperimentale per l'obesità e attende minori effetti collaterali e somministrazione meno frequente rispetto ad altri farmaci similari tuttora in commercio. Un altro esempio arriva dalla tedesca Boehringer Ingelheim che sta sviluppando un trattamento per l'obesità in collaborazione con la biotech danese Zealand Pharma. I farmaci in sviluppo avranno come target sia agli agonisti GLP-1 sia un altro ormone chiamato glucagone. Anche la Merck e la piccola media impresa biotech Altimmune stanno sviluppando farmaci simili. Un’altra importante azienda farmaceutica, la Bayer, restia a entrare da sola nel mercato dell'obesità, sta considerando partnership con aziende esperte nel settore. Invece, la Pfizer sta puntando a concentrarsi sui farmaci già presenti nel suo portafoglio e a cercare accordi di licenza o acquisizioni di asset meno costosi in fase iniziale.
Il CEO di Pfizer, Albert Bourla, ha dichiarato recentemente a Reuters che le stime per il mercato della patologia dell'obesità potrebbero salire fino a 150 miliardi di dollari all'anno, un aumento del 50% rispetto alle previsioni più ottimistiche di meno di un anno fa. Nel 2023, la domanda statunitense per i farmaci antiobesità di Novo e Lilly ha superato l'offerta e, secondo i CEO delle aziende, le criticità di approvvigionamento dei farmaci potrebbero continuare anche nel 2024. Secondo alcuni analisti non sarà semplice per le altre aziende l’entrata in questo mercato, nonostante ci sia comunque ancora spazio di manovra. Per avere successo in questo campo, le aziende dovranno offrire qualcosa di più di un semplice farmaco alternativo ai farmaci esistenti.
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