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07 Ottobre 2024Su cosa focalizzarsi per incentivare la sostenibilità ambientale nello sviluppo di nuovi farmaci in Europa? Un nuovo documento, a cura di EFPIA (La federazione delle industrie e associazioni farmaceutiche europee) , ha provato a dare un risposta

Tecnologie più pulite, riduzione delle emissioni, innovazione, revisione dei criteri per riconoscere e valorizzare le pratiche sostenibili già adottate dall'industria, sono alcuni punti della strategia proposta da Efpia per incentivare la sostenibilità ambientale nello sviluppo dei farmaci, puntando su un maggiore allineamento dei criteri di sostenibilità con le caratteristiche specifiche del settore farmaceutico.
La domanda di partenza è su cosa focalizzarsi per incentivare la sostenibilità ambientale nello sviluppo di nuovi farmaci in Europa? Ed è con un documento, che la Federazione delle industrie e associazioni farmaceutiche europee, ha provato a dare una risposta sottolineando come Il settore farmaceutico europeo sta già compiendo progressi concreti in termini di sostenibilità. Tutto questo, secondo EFPIA, si rifletterà nella tassonomia dell'UE sugli investimenti sostenibili.
Il settore farmaceutico europeo è fortemente attento alla sostenibilità e si impegna a ridurre l'impatto ambientale nella produzione e distribuzione di medicinali. La Federazione Europea delle Industrie e delle Associazioni Farmaceutiche (EFPIA) ha sottolineato il proprio impegno nel contrastare i cambiamenti climatici, investendo in tecnologie pulite e riducendo le emissioni di carbonio. Tuttavia, EFPIA ha espresso preoccupazioni riguardo all'inclusione di queste iniziative nella Tassonomia dell'UE per gli investimenti sostenibili.
La Tassonomia dell'UE, supportata dalla ‘Piattaforma sulla Finanza Sostenibile’, mira a favorire investimenti in attività che contribuiscono alla transizione verso emissioni zero e sostenibilità ambientale, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. EFPIA sostiene questi obiettivi, ma ritiene che i criteri tecnici di screening (TSC) non riconoscano adeguatamente le pratiche sostenibili del settore farmaceutico.
Un punto critico riguarda i criteri che si applicano alla produzione di principi attivi e prodotti medicinali. Per essere considerata allineata alla Tassonomia, la produzione deve utilizzare ingredienti biodegradabili o naturali, oppure il nuovo medicinale deve sostituire un prodotto esistente che non soddisfa tali requisiti. EFPIA sottolinea che questo approccio non tiene conto dell'innovazione necessaria per rispondere a bisogni medici non soddisfatti, specialmente nei settori dell'oncologia e delle malattie rare, dove è improbabile che esistano alternative biodegradabili.
Inoltre, i criteri attuali non considerano il fatto che molte molecole attive nei farmaci non possono essere sostituite da opzioni biodegradabili per ragioni farmacologiche. La stabilità di queste molecole è fondamentale per garantire l'efficacia del trattamento con dosi minime. La richiesta di dati sulla biodegradabilità, che non sono attualmente richiesti dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per le valutazioni del rischio ambientale, comporterebbe costi elevati e ritardi nella disponibilità dei farmaci.
L'approccio "tutto o niente" della Tassonomia potrebbe risultare controproducente. Se un farmaco non soddisfa tutti i criteri, non viene considerato sostenibile, nonostante i progressi fatti per minimizzare l'impatto ambientale. Questo disincentivo potrebbe rendere l'industria farmaceutica meno attraente per gli investitori, con conseguenze negative per i pazienti.
Nonostante queste sfide, l'EFPIA ribadisce il proprio sostegno agli obiettivi della Tassonomia e invita a un dialogo costruttivo per migliorare i criteri tecnici, al fine di riflettere adeguatamente gli investimenti delle aziende farmaceutiche in pratiche sostenibili.
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