dazi
29 Luglio 2025L’intesa annunciata da Trump e von der Leyen introduce una tariffa doganale del 15% su numerosi prodotti europei, compresi i medicinali: attesa per la definizione dell’elenco dettagliato dei farmaci coinvolti. Efpia: dazi misura grossolana che rischia di danneggiare l’accesso dei pazienti ai farmaci su entrambe le sponde dell’Atlantico

“Nell’ambito della strategia del presidente Trump per riequilibrare gli equilibri commerciali, gli Stati Uniti applicheranno un dazio del 15% su diverse categorie di beni importati dall’UE, tra cui automobili e componenti auto, prodotti farmaceutici e semiconduttori”. Confermata, dalla nota ufficiale dell’Amministrazione Usa, l’inclusione dei medicinali nell’accordo, rimane tuttavia aperta la partita di alcuni farmaci generici che, come anticipato domenica da Ursula von der Leyen, saranno esentati dal nuovo dazio. Ma né la Casa Bianca né la Commissione hanno però fornito dettagli su quali beneficeranno dell’esenzione. A fare il punto è un approfondimento del New York Times.
Quello con siglato con l’Europa per Trump è un “accordo commerciale storico” che segna “una modernizzazione generazionale dell'alleanza transatlantica” e darà agli americani “livelli di accesso al mercato dell'Unione Europea senza precedenti” rientrano. E sulle categorie incluse nelle tariffe chiarisce:
“Come parte della strategia del Presidente Trump per stabilire un commercio equilibrato, l'Unione Europea pagherà agli Stati Uniti una tariffa del 15%, inclusi auto e componenti auto, prodotti farmaceutici e semiconduttori. Tuttavia, i dazi settoriali su acciaio, alluminio e rame rimarranno invariati — l'UE continuerà a pagare il 50% e le parti discuteranno di garantire catene di approvvigionamento sicure per questi prodotti. Questo nuovo regime tariffario genererà decine di miliardi di dollari di entrate annuali e aiuterà a colmare il persistente squilibrio commerciale tra Stati Uniti ed Europa incoraggiando l'approvvigionamento locale, il rientro della produzione in patria e assicurando che i produttori stranieri contribuiscano in modo equo all'economia americana”.
Secondo il New York Times la tariffa del 15% è definitiva ma l’impatto sarà significativo sui produttori con possibili aumenti dei prezzi dei farmaci: “il livello del dazio è molto inferiore rispetto alle tariffe fino al 200% minacciate dal presidente Trump. Tuttavia, questi nuovi costi di importazione potrebbero comunque generare spese per miliardi di dollari per il settore farmaceutico, con possibili ricadute sui prezzi di alcuni farmaci. Ciò potrebbe tradursi in maggiori costi diretti per i cittadini americani e in un aumento dei premi assicurativi sanitari”.
L’analisi sottolinea che l’Europa è “forse il nodo più rilevante della rete globale di produzione dei farmaci di marca è coperti da brevetto, generalmente più costosi e con margini di profitto elevati. In generale i prodotti farmaceutici rappresentano la principale voce di esportazione dell’Europa verso gli Stati Uniti”.
Secondo la U.S. Pharmacopeia, un’organizzazione no-profit che monitora la catena di approvvigionamento dei farmaci, l’Europa produce il principio attivo del 43% dei farmaci di marca consumati negli Stati Uniti: “nessun’altra regione al mondo ha una quota maggiore”. Inoltre, l’Europa produce anche il principio attivo del 18% dei farmaci generici utilizzati negli USA, che sono meno costosi e rappresentano la stragrande maggioranza delle prescrizioni mediche americane. Alcuni farmaci generici prodotti in Europa saranno esentati dal nuovo dazio, ha dichiarato domenica Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea. La Casa Bianca e la Commissione non hanno però fornito dettagli su quali farmaci generici beneficeranno dell’esenzione.
Per l'Efpia, che rappresenta a livello europeo le aziende farmaceutiche, le implicazioni per il settore “restano ancora incerte” ma definisce i dazi sui farmaci “uno strumento grossolano che rischia di compromettere le catene di approvvigionamento, frenare gli investimenti in ricerca e sviluppo e, in ultima analisi, danneggiare l’accesso dei pazienti ai farmaci su entrambe le sponde dell’Atlantico".
"Se l’obiettivo è incentivare gli investimenti farmaceutici in ricerca, sviluppo e produzione, riequilibrare gli scambi commerciali e garantire una distribuzione più equa del finanziamento dell’innovazione farmaceutica globale, allora esistono strumenti più efficaci dei dazi, capaci di favorire – anziché ostacolare – i progressi globali nell’assistenza ai pazienti e nella crescita economica.
Dal punto di vista europeo, ciò significa ripensare il valore attribuito all’innovazione, aumentare in modo significativo la spesa per i farmaci innovativi e creare un contesto operativo che possa accelerare la trasformazione della grande scienza europea in nuove terapie".
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