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Distribuzione intermedia

16 Dicembre 2025

Distribuzione: macro-trend di mercato, criticità di sistema e sfide della logistica healthcare. La ricerca di Liphe

Una ricerca di LIPHE fotografa l’evoluzione della logistica healthcare italiana, tra innovazione, digitalizzazione e spinta verso le cure domiciliari, mettendo in luce le criticità legate a governance frammentata, gare al ribasso e disallineamento con il settore pubblico, e indicando nelle collaborazioni pubblico-private, nella sostenibilità e nelle nuove competenze le principali sfide per il futuro del settore

di Redazione Farmacista33


Distribuzione: macro-trend di mercato, criticità di sistema e sfide della logistica healthcare. La ricerca di Liphe

La logistica healthcare italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione, trainata dall’innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione dei processi e dall’evoluzione dei modelli di cura sempre più orientati al domicilio del paziente. Un cambiamento che, tuttavia, si scontra con criticità strutturali ancora irrisolte, legate alla governance del sistema, alle modalità di acquisto del settore pubblico e al persistente divario tra investimenti privati e organizzazione pubblica. 

A fotografare trasformazioni, nodi critici e sfide future è una ricerca condotta da LIPHE – Logistica Integrata Pharma Healthcare, la nuova Assoram, che ha coinvolto i general manager di aziende attive lungo tutta la filiera della health supply chain.

I macro trend del settore

“Il mondo dell'healthcare, spinto da innovazioni tecnologiche, nuove normative europee e una crescente attenzione alla centralità del paziente, chiede un sistema distributivo che sia non solo efficiente, ma anche specializzato, flessibile e sostenibile - dichiara il presidente di LIPHE Pierluigi Petrone, da poco riconfermato per il terzo mandato alla guida dell’associazione. 

Dalle interviste emerge un mercato che evolve verso una logistica sempre più di precisione, chiamata a gestire prodotti complessi come terapie avanzate, farmaci biotecnologici e terapie geniche, con requisiti stringenti sulla catena del freddo, tempi di consegna ridotti e un coordinamento più stretto tra tutti gli attori coinvolti.

La ricerca evidenzia anche una crescente domanda di flessibilità ed efficienza operativa, necessaria per ridurre le scorte di ospedali e farmacie e per rispondere in modo tempestivo alle urgenze, attraverso ordini frammentati, quantitativi ridotti e modalità sempre più orientate all’on demand. 

Al centro di questo cambiamento si colloca la domiciliarizzazione delle cure, ancora oggi limitata a una quota ridotta delle spedizioni ma destinata ad aumentare, con la conseguente necessità di un’integrazione più forte tra ospedale, territorio, farmacia e operatori logistici. In parallelo, qualità ed efficienza devono ormai confrontarsi con obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, mentre la multicanalità e l’e-commerce si consolidano soprattutto per OTC, integratori e dispositivi medici, ridisegnando i modelli organizzativi della filiera.

Ostacoli al pieno sviluppo della supply chain

A frenare lo sviluppo pieno della logistica healthcare, secondo LIPHE, sono però criticità strutturali che riguardano in particolare il rapporto con il settore pubblico. 

“Il primo ostacolo riguarda il regionalismo sanitario “differenziato” che si traduce in modelli di acquisto diversi, in una logistica della distribuzione non uniforme sul territorio e quindi in una disparità di accesso ai servizi da parte dei cittadini”, evidenzia il direttore generale di LIPHE Mila De Iure.

“L’adozione di modelli di Partenariato Pubblico Privato con un coinvolgimento attivo degli operatori logistici specializzati potrebbe portare a maggiori efficientamenti e risparmi per il Servizio sanitario nazionale, dando la possibilità ai farmacisti ospedalieri di concentrarsi sulle attività cliniche, di appropriatezza, di farmacovigilanza e risk management”.

Un’altra criticità rilevante riguarda le gare pubbliche, spesso impostate quasi esclusivamente sul prezzo, con un limitato riconoscimento degli investimenti in qualità, sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità. Un approccio che, secondo la ricerca, riguarda anche il rapporto con l’industria e rischia di indebolire la capacità del sistema distributivo di rispondere a esigenze sempre più complesse, in un contesto segnato dall’aumento strutturale dei costi energetici e degli oneri di compliance. Nonostante gli investimenti significativi effettuati negli ultimi anni in automazione e digitalizzazione, “alcune aziende – ribadisce De Iure – segnalano difficoltà a cooperare con i sistemi del settore pubblico, perché risultano spesso disallineati. Un divario che non solo frena l’efficienza complessiva, ma rischia di rallentare gli sviluppi dell’home delivery e la gestione a domicilio dei pazienti”.

Le sfide future: cure a domicilio

Guardando al futuro, la ricerca individua nella domiciliarizzazione delle cure, nell’innovazione tecnologica, nella sostenibilità e nello sviluppo di nuove competenze le principali direttrici di evoluzione della logistica healthcare. L’home delivery e l’home caring rappresentano un cambio di paradigma verso una sanità più proattiva e richiedono un adeguamento normativo e modelli collaborativi tra pubblico e privato, supportati da piattaforme digitali e servizi personalizzati. L’adozione di tecnologie avanzate e di soluzioni di intelligenza artificiale è già in corso e diventerà sempre più centrale per automatizzare i magazzini, ottimizzare le consegne e migliorare la pianificazione. Allo stesso tempo, la sostenibilità continua a rappresentare una leva strategica, spingendo gli investimenti in decarbonizzazione, efficientamento energetico e modelli di trasporto collaborativi, nonostante le proroghe su alcuni adempimenti.

A complicare il quadro è la carenza cronica di personale, che riguarda sia i profili meno qualificati sia quelli altamente specializzati. Il settore richiede nuove competenze tecniche legate all’automazione e all’intelligenza artificiale, oltre a figure esperte di logistica sanitaria e partenariato pubblico-privato, rendendo indispensabili percorsi di formazione continua e strategie per rendere il comparto più attrattivo per le nuove generazioni.

“È evidente che il settore della distribuzione healthcare stia vivendo un periodo di grande trasformazione, dove la chiave di volta non sarà solo l'efficienza, ma la capacità di integrare specializzazione, innovazione e sostenibilità in una logica collaborativa, per garantire al paziente il massimo livello di cura, sicurezza e tempestività - conclude Petrone. - La sfida per il futuro è chiara: sedersi finalmente tutti allo stesso tavolo, in una logica collaborativa, per costruire una sanità più proattiva, centrata sul paziente e tecnologicamente integrata”.

TAG: DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, ASSORAM, LIPHE

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