farmaceutica
23 Giugno 2026Le misure dell'amministrazione Trump volte a contenere la spesa farmaceutica negli Usa hanno riflessi anche in Europa: diminuiti del 35% i lanci di medicinali innovativi nei dieci mesi successivi al maggio 2025

Non sono senza conseguenze sull’Europa i provvedimenti che l’amministrazione Trump ha emanato in materia di farmaci e di spesa farmaceutica. Torna sull’argomento un articolo del Sole 24 Ore di oggi, che evidenzia come ci sia stato un calo del 35% di nuovi lanci di medicinali nel continente, nei dieci mesi successivi al varo della misura denominata “Most favoured nation” (Mfn), il 12 maggio 2025.
È nota la battaglia di Trump contro i prezzi troppo alti praticati negli Usa da parte delle aziende farmaceutiche, soprattutto se paragonati a quelli in vigore in Europa: in più di un’occasione il presidente ha sintetizzato la questione affermando che tali aziende fanno pagare ai cittadini americani gli sconti offerti a quelli europei.
L’effetto, scrive il quotidiano economico, è stato quello di far “crollare del 35% l’arrivo nel Vecchio Continente delle nuove terapie rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le grandi aziende del Pharma di fronte al rischio di un boomerang hanno deciso infatti di ritardare l’ingresso dell'innovazione nei Paesi europei. E il rischio concreto è che qualche azienda rinunci addirittura ai mercati europei perché appunto non più convenienti, a meno che i prezzi non vengano rialzati come a esempio ha deciso di fare la Gran Bretagna che li ha fatti aumentare del 25 per cento”.
Numeri diffusi in questi giorni da Global Data, con percentuali che salgono “al 37% se si prende in considerazione il gruppo ristretto di Paesi europei messi sotto la lente dall’amministrazione Usa (tra cui c'è anche l'Italia oltre a Danimarca, Germania, Francia, Svizzera e Uk) e aumenta addirittura al 43% prendendo in considerazione tutti e 14 i Paesi europei a cui la Casa Bianca guarda con attenzione per abbassare i prezzi Oltreoceano”. Limitatamente al mercato italiano italiano, secondo Global Data, la riduzione dei lanci sarebbe passata da 99 a 33 nuovi farmaci nei dieci mesi citati.
Statistiche che preoccupano l’Unione europea, trattandosi di temi di sanità pubblica, di accesso al farmaco da parte dei cittadini, di innovazione che approda o meno sui mercati europei. Il commissario alla Salute Olivér Várhelyi ha fatto sapere di avere promosso ulteriori approfondimenti sull’argomento, per comprendere fino a che punto il menzionato calo di lanci di medicinali sia da addebitare alla Mfn. Con l’auspicio di chiudere il dossier entro fine estate.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
04/08/2026
Mentre l’Europa continua a discutere come rafforzare la propria competitività, il Giappone agisce: con il nuovo piano economico-fiscale il governo mette l’innovazione farmaceutica al centro...
A cura di Redazione Farmacista33
03/08/2026
Secondo il Financial Times sarebbero in corso colloqui riservati tra i due gruppi: se l'operazione si concretizzasse, nascerebbe il quarto colosso farmaceutico mondiale per capitalizzazione, con...
A cura di Redazione Farmacista33
31/07/2026
Per Conflavoro Pmi Sanità l'ordinanza del Tar Lazio sul payback farmaceutico "apre una riflessione" anche sul comparto dei dispositivi medici. L'associazione chiede di sospendere il payback per le...
A cura di Redazione Farmacista33
31/07/2026
Uno studio pubblicato sul BMJ ha rilevato un aumento del rischio di alopecia associato ai farmaci Glp-1, gli autori sottolineano che il rischio assoluto resta basso. Il possibile effetto indesiderato...
A cura di Simona Zazzetta

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)