Anno 2019, Assofarm: più attenzione a svolta consulenziale del farmacista e alla farmacia
Il 2019 è stato l'anno della Farmacia dei servizi, della svolta consulenziale del farmacista e di una maggiore considerazione da parte della politica. Il commento del presidente di Assofarm
Il 2019 appena concluso è stato l'anno della Farmacia dei servizi, di una inedita attenzione dai player della filiera verso la svolta consulenziale del farmacista e di una maggiore considerazione da parte della politica. Sono le considerazioni consuntive del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi, espresse nel primo editoriale dell'anno del Notiziario ufficiale. Ecco i punti toccati.
Maggiore considerazione dalla politica
Durante il 2019 per due volte la politica ha dimostrato di credere nella farmacia, scrive Gizzi. La prima nel febbraio scorso agli Stati Generali di Federfarma: "in questa occasione è stata la farmacia ad offrire qualcosa alla politica: una passerella di visibilità che le nostre controparti hanno sfruttato per elargire generosi elogi sulla nostra indispensabilità per il sistema sanitario italiano. Questa volta però due elementi ci fanno essere più speranzosi sulla concretezza del futuro. Prima di tutto sembra esserci un momento certo e vicino in cui possiamo attendere la politica al varco delle sue promesse. In secondo luogo, questa volta più che altre passate, la farmacia sembra avere idee più chiare e condivise su cosa debba offrire a politica e istituzioni per ottenere un deciso e decisivo cambio di rotta nelle relazioni Ssn-Farmacie". La seconda occasione a novembre nel corso della Giornata nazionale delle Farmacie Comunali: "si è registrata una partecipazione convinta non solo di tutta la filiera, ma anche delle Regioni, di membri di rilevanti commissioni parlamentari e del Governo" e c'è stata "una crescente vicinanza del mondo politico a queste nostre posizioni. Come a dire, esse sono sempre più patrimonio comune non solo dei diversi player della filiera, ma anche della controparte istituzionale, quale che siano i suoi colori partitici".
Una filiera più collaborativa
Il 2019, ricorda Gizzi, era iniziato "sotto cupi auspici: il mancato rinnovo dei termini per presentare al Governo una proposta di nuova remunerazione". Assofarm ha lanciato un appello a fare preso e "questa volta ha risposto convintamente tutta la filiera". Oggi, scrive ancora, "forse con qualche eccezione, tutto sommato quel generale accordo sul futuro della farmacia ha tenuto. Ha tenuto anche ai tavoli per il rinnovo della convenzione e per la riforma della remunerazione, i due ambiti prioritari per la farmacia dei servizi".
Una farmacia più sociale, più europea
"Nel nostro paese si sta affermando una diversa cultura della farmacia e i modelli di riferimento sono certamente quelli del nord Europa, tutti accomunati da strategie di rilancio basate su nuove modalità consulenziali ad alto valore cognitivo, accompagnati da sistemi di misurazione dei risultati non unicamente basati su metriche ragionieristiche". Questo considerazioni sono "emerse ancora una volta dall'ultimo convegno dell'Unione europea delle Farmacie sociali Uefs dello scorso settembre, e che Assofarm ha prontamente riportato nel dibattito nazionale denunciando i limiti impliciti ad approcci basati sull'invarianza di spesa e tenendo conto dei trend, vero e proprio motto col quale le Regioni si avvicinano alla farmacia dei servizi". Nessun dubbio, infine, sul fatto che "la recente firma dell'accordo sulle Linee d'indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei servizi è forse il passo avanti più significativo degli ultimi dieci anni. Non c'era mai stata una così netta presa di posizione istituzionale sulla volontà di rilanciare la farmacia territoriale nel sistema salute italiano. Dal punto di vista di Assofarm, tutto ciò è stato il coronamento di un impegno iniziato nella prima metà degli anni Duemila. L'esperienza ci ha però insegnato che alle promesse, o addirittura alle leggi, non seguono sempre i fatti. Il diavolo ama i dettagli, e i testi degli accordi sono ricchi di sfumature interpretabili in più modi. La sfida che attende la farmacia italiana è quindi quella di affermare la propria visione di "nuovi servizi", soddisfacimento dei requisiti di "utilità e misurabilità degli investimenti regionali".
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A cura di Redazione Farmacista33
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