Covid-19, ricetta elettronica: permane disomogeneità. Le indicazioni in Gazzetta
Tra le misure per emergenza Covid-19 c'è anche la dematerializzazione della ricetta che dovrebbe ridurre la presenza negli studi dei medici e gli spostamenti dei pazienti, in particolare di quelli più fragili
Tra le misure per il contenimento del contagio da Covid-19 c'è anche la dematerializzazione della ricetta che dovrebbe ridurre la presenza negli studi dei medici e gli spostamenti dei pazienti, in particolare di quelli più fragili. Ma la sua applicazione sembra essere ancora a macchia di leopardo, con una variabilità su metodi e tipologie di ricette interessate. Intanto, è stato pubblicato in Gazzetta il Decreto del Mef sulla estensione della dematerializzazione della ricetta e dei piani terapeutici nonché sulle modalità alternative al promemoria cartaceo anche a dopo il periodo dell'emergenza Covid-19.
Ricetta Dem: ancora troppa la variabilità regionale
L'Ordinanza della Protezione Civile del 19 marzo prevede la possibilità per il paziente di non recarsi in studio per ritirare la ricetta, il cui codice NRE può essere dettato dal medico di medicina generale per telefono (opzione utilizzata in molti casi) o inviato per mail, Sms, App, e in alcuni casi reso disponibile attraverso il Fascicolo sanitario elettronico (in questi casi basta recarsi in farmacia con la tessera sanitaria). Ma l'operatività presenta ancora delle criticità, prime tra tutte, secondo quanto denunciato in precedenza, la grande variabilità tra una Regione e l'altra e il fatto che alcune tipologie di farmaci ne sono ancora esclusi. Come rilevato da Doctor33 in un articolo del primo aprile, richiedono la ricetta cartacea in buona parte «i farmaci per la terapia del dolore, farmaci a distribuzione diretta, gli ausili per diabetici, i cateteri, le sacche. Trattamento analogo per i medicinali in fascia C, non erogabili dal Ssn e a carico del paziente: ansiolitici, farmaci "salvavita" prescritti fuori nota limitativa Aifa (Ppi, Fans, antipiretici, contraccettivi orali, antispastici, anti-acne)». Per quanto riguarda la distribuzione per conto, poi, su cui avevamo rilevato a fine marzo difficoltà di adeguamento, «le Regioni si stanno attivando man mano attivando. I medicinali Dpc sono prescrivibili dettando il Nre al paziente in Sardegna, Calabria, Sicilia, Lazio, Lombardia, Veneto, Trentino, Puglia, Campania, Friuli VG e Molise. Non appare pronta l'Emilia Romagna, che peraltro sarebbe prossima a dematerializzare la ricetta in modo completo. Per i farmaci con piano terapeutico - Nao, antidiabetici orali, nuove insuline, associazioni di broncodilatatori, preparati ormonali, farmaci ematologici, antipsicotici, antiparkinsoniani - c'è stato il prolungamento dei piani specialistici per altri 3 mesi». Una decisione presa per ridurre gli spostamenti ma che potrebbe avere conseguenze sugli approvvigionamenti dei farmaci. Per il resto, si legge ancora, «la prescrizione di ossigeno è dematerializzata.
Le regole della dematerializzazione post-emergenza: il decreto del Mef
Intanto, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (n.86 del 31 marzo 2020) il Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 25 marzo sulla "Estensione della dematerializzazione delle ricette e dei piani terapeutici e sulle modalità alternative al promemoria cartaceo della ricetta elettronica". Come spiegato in una circolare Federfarma di ieri, il provvedimento «introduce la dematerializzazione delle prescrizioni di farmaci con piano terapeutico AIFA, la dematerializzazione delle prescrizioni di farmaci di distribuiti attraverso modalità diverse dal regime convenzionale e la dematerializzazione del promemoria, per la quale c'è il rinvio a un successivo decreto. Tali disposizioni si applicano a tutte le regioni e le province autonome» ma «fino al perdurare dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, restano ferme le disposizioni definite dalle ordinanze della protezione civile sulla ricetta dematerializzata, in particolare del 19/3/2020. Le nuove disposizioni troveranno applicazione solo al termine dell'emergenza e avranno ricadute sulle farmacie solo a seguito dell'attuazione delle stesse da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nell'implementazione». Il provvedimento, in sostanza, stabilisce le modalità della Dematerializzazione del promemoria (art.2, comma1, lettera g), consentendo di utilizzare come canali «il portale del SAC, anche tramite SAR; l'FSE dell'assistito, solo a fronte del rilascio del consenso all'alimentazione del FSE; la posta elettronica; SMS». Tra gli altri punti previsti, c'è la «Dematerializzazione della prescrizione dei farmaci con piano terapeutico AIFA, di quelli distribuiti attraverso modalità diverse dal regime convenzionale e di quelli con ricetta medica limitativa».
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A cura di Redazione Farmacista33
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