Vaccino influenzale, i medici: raccomandarlo a tutti per la prossima stagione
Non rimandare le vaccinazioni contro le malattie infettive come il morbillo, la pertosse e l'influenza stagionale per non aggiungere all'emergenza in corso un'altra emergenza; questo l'appello lanciato dall'Istituto superiore di sanità
Non rimandare le vaccinazioni raccomandate contro le malattie infettive come il morbillo, la pertosse e l'influenza stagionale per non aggiungere all'emergenza in corso un'altra emergenza; questo l'appello lanciato dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Settimana mondiale dell'immunizzazione organizzata dall'Oms e della Settimana europea. A cui si aggiunge quello dei medici della Simg che chiede a Governo e Regioni, vaccinazione anti-influenzale di massa in autunno.
Dare continuità dei servizi vaccinali
La campagna di quest'anno, sintetizzata nell'hashtag #VaccinesWork, è incentrata sulla continuità dei servizi vaccinali da garantire anche durante la pandemia Covid-19. Alcuni Paesi europei infatti, rischiano di ridurre le normali attività vaccinali a causa dello spostamento delle risorse sanitarie per combattere il Covid-19 e per le misure di distanziamento sociale, che potrebbero portare le persone a rimandare le vaccinazioni programmate. «È importante mantenere le vaccinazioni - sottolinea Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Iss - anche e soprattutto durante l'epidemia altrimenti rischieremmo di aggiungere a un fenomeno nuovo vecchi problemi causando la riemergenza di malattie infettive precedentemente prevenute o controllate dai vaccini». «Quest'anno - continua - nel periodo consigliato sarà particolarmente importante vaccinarsi contro l'influenza per ridurre le problematiche relative alla diagnosi differenziale così come per quanto riguarda gli anziani e le altre categorie a rischio è importante effettuare la vaccinazione contro lo pneumococco».
Appello dei medici: raccomandare vaccino a tutti
Un appello a cui si unisce anche la Società italiana di Medicina generale e delle Cure primarie (Simg) che, con una lettera, chiede al Governo e alle Regioni di programmare subito una vaccinazione anti-influenzale di massa in autunno per evitare la terribile accoppiata influenza stagionale e Covid19. La Simg, dopo aver analizzato i dati dell'influenza stagionale e comparati con l'onda lunga dell'epidemia del Coronavirus, spiega che «occorre riflettere sull'evoluzione degli scenari sanitari dei prossimi mesi. Il Covid19 non deve essere considerato un evento a sé stante: l'ipotesi di una concomitanza tra l'influenza stagionale e l'eventuale persistenza sub-epidemica o endemica del SarsCoV2 e della malattia Covid19 preoccupa la classe medica", si legge nel comunicato ufficiale della Società. «Una vaccinazione diffusa può ridurre di oltre il 40% le ospedalizzazioni per influenza stagionale, del 45% le assenze stagionali per malattia e permettere miliardi di euro di risparmi al Ssn - sottolinea Claudio Cricelli presidente Simg -. Deve però essere esaminata dalla politica il prima possibile per la programmazione dei vaccini 2020-21. Stiamo maturando la convinzione che i sintomi di esordio delle due patologie provocheranno un ulteriore aggravio del carico di malattia, con difficoltà crescenti per medici e pazienti a orientarsi nella diagnosi - continua Cricelli -. È necessario dunque riflettere immediatamente sul rischio che nel nostro Paese, al sopraggiungere dell'epidemia stagionale di influenza, sia ancora in corso un'epidemia, anche ridotta, di Sars-CoV2. L'impatto combinato delle due patologie potrebbe provocare danni incalcolabili alla popolazione del nostro Paese». In questa prospettiva la Simg propone di «applicare il principio di raccomandare la vaccinazione a tutta popolazione sopra i sei mesi di età. In secondo luogo, di estendere la vaccinazione gratuita ai soggetti sopra i 50 anni, in particolare se affetti da patologie croniche secondo i criteri del Centers for Disease Control and Prevention dell'Oms. Infine, invitiamo ad applicare la vaccinazione gratuita prioritaria non gerarchica ai seguenti casi stabiliti dal Cdc dell'Oms: bambini dai 6 mesi ai 4 anni di età; adulti over 50; soggetti affetti da patologie croniche di tipo polmonare, cardiovascolare, epatica, neurologica, ematologica, nefrologica, sindromi metaboliche (incluso il diabete mellito); pazienti immunosoppressi; donne in stato di gravidanza; individui tra i 6 mesi e i 18 anni che possono sviluppare la sindrome di Reye dopo un'influenza virale; chi risiede in case di cura o strutture di lungodegenza;; soggetti affetti da obesità; personale sanitario; chi si occupa di bambini sotto i 5 anni o di adulti sopra i 50; tutti coloro che possono essere soggetti a maggior rischio per assistenza a individui deboli o malati». «Riteniamo - conclude la nota - che questa misura produca importanti effetti di valore clinico, sanitario ed economico: riduzione del 40% delle ospedalizzazioni per influenza stagionale, del 45% delle assenze stagionali per malattia e risparmi per miliardi di euro al Ssn. Questa proposta è in fase di perfezionamento, ma è importante che venga esaminata dalla classe dirigente il prima possibile per la programmazione dei vaccini 2020-21».
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A cura di Redazione Farmacista33
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