Test sierologici rapidi, Sima: Governo consenta distribuzione in farmacie per autodiagnosi
I cittadini dovrebbero poter ritirare in farmacia, in caso di fornitura da parte della ASL come per i docenti, oppure acquistarli liberamente, i test sierologici rapidi pronti per l'utilizzo in autodiagnosi
I cittadini italiani dovrebbero poter ritirare in farmacia, in caso di fornitura da parte della ASL come previsto per i docenti, oppure acquistare liberamente test sierologici rapidi pronti per l'utilizzo a domicilio in autodiagnosi, come avviene normalmente per la rilevazione della glicemia col pungidito da parte degli oltre 400 milioni di diabetici presenti nel mondo. Lo sottolinea la della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) in una nota. Secondo il presidente Alessandro Miani, i test sierologici rapidi in autodiagnosi sono uno strumento fondamentale su cui puntare soprattutto per il comparto scuola, da distribuire liberamente in farmacia: la rilevazione è simile a quella della glicemia con pungidito effettuata da oltre 400 milioni di diabetici nel mondo"
Simile a rilevazione della glicemia col pungidito
«Si dovrebbe puntare sull'utilizzo dei test sierologici rapidi eseguibili da chiunque su una goccia di sangue estratta col pungidito, tanto per intenderci. Il Commissario Arcuri del resto già prima dell'estate ne ha "sdoganato" l'uso, bandendo una gara d'acquisto per 2 milioni di test in vista della riapertura delle scuole, a beneficio di tutti i docenti e mi auguro anche per gli studenti - sostiene Miani. In questa fase di recrudescenza epidemica è «assolutamente prioritario testare il maggior numero possibile di persone. E i test rapidi, nei fatti, rappresentano uno strumento epidemiologico fondamentale ed economicamente accessibile, almeno in sottogruppi di popolazione particolarmente numerosi - come i lavoratori di ogni tipologia di settore e in particolare per il comparto scuola -, talmente numerosi da non poter essere tutti periodicamente sottoposti ai tamponi diagnostici». Secondo Miani cono c'è motivo «per non consentire ai cittadini italiani di poter ritirare in farmacia oppure di acquistare liberamente test rapidi pronti per l'utilizzo a domicilio in autodiagnosi, come avviene normalmente per la rilevazione della glicemia col pungidito da parte degli oltre 400 milioni di diabetici presenti nel mondo. Le farmacie dovrebbero garantire a chi desidera acquistare i test informazioni chiare e complete non solo sui costi ma anche sui diversi gradi di attendibilità delle diverse tipologie di test in commercio, oggi disponibili anche su campioni salivari», prosegue il presidente di Sima.
Attendibilità dipende da produttore ma è dichiarata
E sulla presunta inattendibilità dei test sierologici di laboratorio su prelievi ematici e dei test rapidi, la Sima sostiene che "l'accuratezza di queste metodiche varia a seconda delle aziende produttrici. Mediamente, per i test rapidi - con alcune differenze a seconda del brand - il tempo trascorso dal momento dell'infezione è ancora più determinante ai fini dell'esito: la probabilità di falsi negativi è molto bassa dopo dieci giorni dal contagio e, di fatto, la sensibilità del test passa dall'81% in media tra il quarto e decimo giorno fino a raggiungere il 97% dopo l'undicesima giornata". Sima segnala che ci sono "schede di registrazione ministeriale di alcuni test rapidi che dichiarano ufficialmente una capacità del 100% di identificare i negativi al COVID (col limite della ridotta numerosità campionaria degli studi eseguiti)". Sima invita il governo a "consentire la distribuzione dei test sierologici rapidi nelle farmacie, sia quelli già acquistati dalle ASL e destinati ai docenti (ma in questi giorni si parla anche degli studenti) che non riescono ancora a essere eseguiti per una diffusa ostilità da parte dei medici di famiglia, sia liberalizzando la possibilità di acquisto informato per l'autodiagnosi come avviene per i glucometri".
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A cura di Simona Zazzetta
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