Vaccini antinfluenzali in farmacie, Bonaccini e Sileri: aumentare dosi, valutare quelle inutilizzate
Due ipotesi: o si aumenta la quota di dosi di vaccino antinfluenzale che le Regioni riservano alla distribuzione nelle farmacie, o si potrebbe destinare loro le quote inutilizzate pari ogni anno al 5-10%
Aumentare le dosi di vaccino antinfluenzale da rendere disponibili nelle farmacie è obiettivo condiviso da Regioni e Governo, che potrebbe seguire due strade: aumentare la quota percentuale che le Regioni riservano alla distribuzione nelle farmacie, destinare le quote inutilizzate, ogni anno circa il 5-10%, alle farmacie. Queste le ipotesi ventilate, rispettivamente, dal presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri nel corso del dibattito sul tema a cui ha partecipato anche il presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo durante la trasmissione Rai Porta a Porta.
Ogni anno circa il 5-10% dei vaccini antinfluenzali resta inutilizzato
Bonaccini ha ricordato la scelta fatta dalla sua Regine: «Abbiamo raddoppiato la quota e destinato il 3% delle dosi spettanti alla nostra regione, quindi circa 36 mila dosi, alle farmacie. Credo che anche altre regioni debbano seguire questo esempio che permette di aumentare non di poco le quote. Ma chiediamo che anche il Governo faccia la sua parte». Condivisa anche da Sileri la necessità di aumentare le dosi e la competenza delle Regioni nel fare queste scelte, ha aggiunto: «Iniziamo a vaccinare tramite le Asl, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e monitoriamo l'aderenza in queste prime settimane, tenendo presente che ogni anno circa il 5-10%, in alcune regioni si arriva al 20%, delle dosi ritornano indietro perché non richieste dalla popolazione avente diritto. Si tenga presente che normalmente solo il 16-17%, il 19% quando ci fu il virus influenzale H1N1, e solo poco più del 50% della popolazione anziana, si vaccina contro l'influenza. Queste dosi inutilizzate, e le regioni potrebbero già prevedere quante, potrebbero esser messe a disposizione delle farmacie per la popolazione attiva che le richiede». Cossolo, ha ricordato la disponibilità delle farmacie alla distribuzione dei vaccini antinfluenzali ma anche quelli anti-Covid in Dpc, quando ci saranno: «Il vantaggio offerto dalle farmacie è la capillarità e la prossimità ai cittadini, elementi che riducono gli spostamenti e gli assembramenti».
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A cura di Studio Legale Farmatutela
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