Emicrania, Sifo: dalla medicina narrativa elementi inediti da integrare nella strategia terapeutica
Nell'ambito del progetto pilota di Farmacia narrativa destinato a raccontare le storie di malattia dei pazienti emicranici, sono state raccolte 14 narrazioni. Il risultato è stato presentato da tre giovani farmacisti ospedalieri
Nell'ambito del progetto pilota di Farmacia narrativa destinato a raccogliere le storie di malattia dei pazienti emicranici, che hanno potuto esprimere il proprio disagio attraverso la forma narrativa della fiaba sono state raccolte 14 narrazioni tra dicembre 2019 e il 9 marzo 2020 all'interno di Aou «San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona», Salerno, PO «San Paolo», Asl Bari e Aorn «A.Cardarelli», Napoli. Il risultato del progetto è stato presentato da tre giovani farmacisti ospedalieri - Rossella Centola, Antonio Consiglio, Maria Vittoria Lacaita, dell'Area Sifo Informazione scientifica, educazione ed informazione sanitaria, durante sessione finale della Terza giornata di Farmacia narrativa che si è tenuta nei giorni scorsi.
Contaminare la formazione universitaria e post del farmacista Ssn
Tra le considerazioni emerse durante i lavori, il fatto che la narrazione stia sta entrando sempre più a "contaminare" le basi biomediche su cui poggia la formazione universitaria e post del farmacista del Servizio sanitario nazionale (Ssn), nonché le sue attività istituzionali. Alla base dell'evento e dell'approccio proposto è il valore stesso della "contaminazione", una categoria utile a ridefinire l'identità professionale del farmacista ponendolo in rapporto con altri e diversi saperi, tra qui quello della semantica e della psico-linguistica. All'evento, che aveva emicrania e narrazione come tematica - coordinato scientificamente da Daniela Scala (coordinatrice dell'area Area Sifo Informazione scientifica, educazione ed informazione sanitaria) e patrocinato dalla Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie (Sifo) e dalla Società italiana di medicina narrativa (Simen) - hanno portato il loro contributo in due diverse sessioni specialisti di vari ambiti, da Stefania Polvani (presidente Simen) a Sandro Spinsanti (bioeticista), da Angelo Ranieri (neurologo) ad Antonio Russo (neurologo). La terza edizione, precisa Maria Ernestina Faggiano, componente del Direttivo Sifo «conferma importanza che come Sifo diamo alla farmacia narrativa e agli sviluppi a cui nel tempo stiamo assistendo, definendola come un punto di partenza innovativo per gli studi quali-quantitativi.
Le storie dei pazienti raccolte dai farmacisti
Le storie dei pazienti raccolte all'interno del Progetto hanno permesso di comprendere come il paziente abbia "inserito" il farmaco nella propria vita quotidiana e messo a fuoco esperienze personali di rapporto con l'emicrania con quella libertà che solo la narrazione impersonale a volte riesce a manifestare, rivelando aspetti sottaciuti come la difficoltà di svelamento fuori dall'ambito familiare: "Le altre persone intorno non ponevano attenzione allo stato di salute di X, anche perché lei non manifestava il suo malessere al di fuori della famiglia e, nel caso fosse necessario, si scusava della sua poca lucidità, assumendo un antidolorifico. La stessa situazione si ripeteva a casa, dove talvolta era costretta a trascorrere la serata a letto e al buio..." Oppure le problematiche legate ai ruoli sociali e lavorativi: "Prima di iniziare la terapia, Anna si sforzava di svolgere tutte le sue attività, ma, poiché il suo lavoro richiede concentrazione, questo le risultava difficoltoso e i suoi tentativi spesso non ottenevano successo". Complessivamente, è stata la conclusione dei tre giovani farmacisti ospedalieri, "la possibilità di incrociare i dati raccolti con gli strumenti tradizionali quali-quantitativi con le narrazioni dei pazienti, può offrire elementi inediti per valutare e migliorare i risultati clinici in termini di appropriatezza prescrittiva e aderenza alle terapie, applicazione della Raccomandazione ministeriale n.17 per una migliore diagnosi, per raccogliere materiali utili da per migliorare le strategie di cura, offrendo allo stesso tempo elementi per Pdta specifici e per studi epidemiologici". All'interno della Terza giornata di Farmacia narrativa c'è anche stato spazio per un'esperienza "diretta" di close reading, ossia lettura attenta, approfondita di un testo e di scrittura riflessiva, agevolata da Daniela Scala. Il close reading e la scrittura creativa/riflessiva, insieme con l'osservazione delle opere d'arte, possono rafforzare nei professionisti della salute la loro abitudine/attitudine all'ascolto attento e all'osservazione attenta e sviluppare abilità come l'empatia, il saper considerare la prospettiva dell'altro, la riflessione e l'auto-consapevolezza, essenziali per una medicina e farmacia centrata sul paziente. L'interesse complessivo verso questo approccio all'interno dell'esperienza Sifo è confermato anche dall'inserimento di una sessione specifica all'interno del prossimo XLI Congresso Sifo: "Farmacia narrativa e Covid-19: studi di qualità con i farmacisti del Ssn" (10 dicembre, ore 15.45-17.15) con Maria Ernestina Faggiano come tutor di sessione e moderatrice.
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A cura di Redazione Farmacista33
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